In agosto vanno davvero alla grande gli affari nel gran bazar del sesso a pagamento, a cielo aperto e con orario sempre continuato. Con uomini sempre “a caccia” sulla Statale jonica mentre le loro mogli vanno al mare

Lo diciamo francamente: non ci appassionano né ci esaltano quelle ingiallite note stampa fotocopia diffuse dalle forze dell’ordine più o meno un paio di volte al mese per divulgare strabilianti non-notizie

in relazione al gran bazar del sesso a cielo aperto - e aperto di giorno e di notte con orario sempre continuato - lungo la Statale 106 jonica. Multe a due-tre prostitute alla volta per “invito al libertinaggio” (!!!). Roba da solletico per i loro lauti incassi quotidiani. Multe a due-tre clienti alla (stessa) volta per intralcio alla circolazione stradale ai fini della “contrattazione sessuale” (queste salatissime ed in ossequio al tariffario previsto da un improbabile contratto collettivo nazionale di lavoro delle prostitute) ed altre ridicole amenità previste in particolare dall’ordinanza detta “anti-prostituzione” del sindaco di Corigliano Calabro Giuseppe Geraci (roba da manuale del diritto fatto in casa!). Fatti che suscitano solo e soltanto una fragorosa ilarità. Perché non contrastano neppur minimamente il fenomeno che si propongono di contrastare. I juke-box umani del piacere sono infatti sempre lì, a decine.

In Italia, la prostituzione – giusto per ricordarlo – non è affatto reato. Lo sono infatti soltanto il favoreggiamento, l’avviamento e lo sfruttamento. Della prostituzione. Ed è proprio su questi tre terreni che lungo la Statale 106 jonica forze dell’ordine e magistratura arrancano, in modo clamoroso. Le ultime operazioni che portarono all’arresto di pericolose e spietate gang di sfruttatori – albanesi, rumeni e ‘ndranghetisti locali – risalgono ormai alla notte dei tempi e recavano la firma dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Che nel dicembre del 2005, con la maxinchiesta “Harem”, contestava pure il reato di riduzione in schiavitù di giovanissime ragazze straniere che vendevano il loro sesso lungo la jonica. Adesso il mondo è cambiato? Prima prigioniere di spietati sfuttatori ed ora tutte libere? Ovvio che le dirette interessate a noialtri non direbbero mai la verità.

Una di loro ci da la misura e i numeri da capogiro del fenomeno: «Per me il mese d’agosto è stato davvero fantastico: ho lavorato tutti i giorni, compreso il giorno di Ferragosto, e ho lavorato alla grande con 10, a volte anche 15 clienti al giorno. Ho fatto più di 10 mila euro. Settembre invece è un momento di calma piatta, finiscono i soldi, comincia la scuola, gli uomini tornano a lavorare ed entrano in depressione, pensano di meno al sesso. Settembre non va mai benissimo, i padri di famiglia devono ricominciare la loro vita quotidiana. Ad agosto invece gli uomini sono sempre a caccia, mentre le mogli vanno al mare noi lavoriamo tantissimo con loro. A settembre di meno, poi i loro ritmi riprendono per tutto il resto dell’anno».