Qui Rossano: risultano evidenti le gravi difficoltà nelle quali si dibatte l’amministrazione comunale. Un vicesindaco querelato, un assessore che querela un dirigente, due consiglieri di maggioranza che traslocano in partiti di opposizione e tre consiglieri sempre di maggioranza che addirittura fanno comizi contro il sindaco e la giunta. Tradotto, è un gran “casino” che certo un sindaco come Stefano Mascaro dotato di una non eccelsa sensibilità politica fa molta fatica a controllare.

Ci si chiede fino a quando potrà resistere prima che la situazione deflagri clamorosamente. Ad una osservazione maliziosa, ma realistica, di questi fatti, si può affermare senza tema di smentite (che forse arriveranno) che caduta la foglia di fico che ha coperto per tutta la durata della campagna referendaria le magagne e le feroci lotte di potere consumate nelle segrete stanze del Palazzo dei Santi Anargiri sia venuto meno il collante che ha tenuto insieme troppe anime e sia giunta l’ora della resa dei conti. Ma ciò che maggiormente meraviglia è, che in barba a tutti i mielosi comunicati di facciata, il sindaco e la giunta rossanesi per primi vedrebbero come fumo negli occhi l’approssimarsi del commissariamento previsto dall’iter della fusione col Comune di Corigliano Calabro, ed a parte il defenestrato ex consigliere regionale Graziano il quale si è giocato tutto nella vicenda, tutti gli altri non avrebbero alcuna fretta ma solo una grande voglia di conservare un seggio faticosamente conquistato e perciò avrebbero iniziato a sabotare, per quanto possibile, la tanto agognata solo a parole fusione con Corigliano Calabro.

Qui Corigliano Calabro: da Palazzo Garopoli, come sempre, poco o nulla trapela, la routine è la solita ed a parte le notizie che ciclicamente arrivano sulla nuora del sindaco Giuseppe Geraci, tutto tace. Le paure dello scioglimento per mafia sembrano svanite ed il referendum sulla fusione col Comune di Rossano sembra non esserci mai stato. Corigliano Calabro sembra avviata ad assistere ancora una volta passivamente alle prossime elezioni politiche e c’è chi ancora non si capacita di comprendere che l’iter della fusione con Rossano per quanto lento potrà essere difficilmente arrestato. Contrariamente ai colleghi rossanesi però, i coriglianesi sono a fine mandato ed a parte l’immarcescibile Geraci, il quale incredibilmente avrebbe ancora voglia di candidarsi, tutti gli altri sono ancora smarriti, e - a parte gli amici di Alleanza popolare reduci da una gita fuori porta a Roma - sono senza un progetto politico e brancolano nel buio alla ricerca di un sentiero luminoso...