Il mondo s’evolve, progredisce, ma a Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza, in Calabria, in Italia, in Europa, sovente i suoi 40 mila abitanti vivono come nelle ere primitive. Già, succede nel 2017: qualche centinaio di bambini iscritti al plesso delle scuole elementari di Via Ludovico Ariosto, nella popolosa frazione dello Scalo, sono costretti a frequentare la scuola dell’obbligo al freddo, da quando è entrata la stagione invernale con la relativa accensione degl’impianti di riscaldamento. E qui l’impianto, pur obsoleto, ovviamente c’è. Però è come non ci fosse. Il perché è un mistero

e le versioni, ufficiali ed ufficiose, sono molteplici. Quella che ci sembra la più accreditabile tra poco ve la raccontiamo. Stamane dinanzi all’edificio scolastico, un edificio scolastico “storico” a Corigliano Calabro, è scoppiata la protesta da parte dei genitori dei bambini (foto). In realtà il clima di protesta si registra da diversi giorni a causa dell’inconcepibile questione della mancanza di riscaldamento, che la scorsa settimana ha persino costretto il sindaco Giuseppe Geraci ad emettere una clamorosa ordinanza di chiusura per tre giorni dell’edificio, coi bambini costretti a restare al caldo nelle loro case.

Pare che la questione riscaldamento all’“Ariosto” risalga addirittura ad una memorabile stagione estiva coriglianese, quella del 2015. Il 12 agosto di quell’anno, infatti, il nubifragio che alluvionò il paese provocò il crollo d’una parete di quell’edificio. Quando venne effettuato l’intervento di messa in sicurezza della scuola, per questioni di sicurezza appunto, pare venne sigillato il contatore del gas metano per la fornitura energetica dell’impianto di riscaldamento dell’edificio. E ciò, a quanto pare, interruppe misteriosamente la fornitura da parte dell’ente erogatore del metano al Comune, proprietario dell’immobile e titolare del contratto di fornitura. Da allora, si mormora con insistenza in queste ore, l’edificio fu collegato da mano ignota, in modo abusivo e quindi furtivo, alla rete del gas. Col sigillo che sarebbe scomparso. Sarà vero? Chissà. Fatto sta che l’impianto di riscaldamento funzionava, pur con qualche sovente problema alla caldaia che lasciava i bambini al freddo. In seguito sarebbe addirittura scomparso il contatore, per poi ricomparire, su richiesta. Ma, ricomparso il contatore, di metano nella caldaia dell’"Ariosto" quest'anno non ne arriva. Si mormora con la stessa insistenza e in queste stesse ore che il Comune non abbia onorato le fatture emesse da parte del fornitore. Ieri sera, durante il Consiglio comunale, l’assessore alla Pubblica istruzione Tommaso Mingrone ha smentito categoricamente tale circostanza, trasmettendo rassicurazioni ai genitori dei bambini su una rapida risoluzione del gravissimo problema fonte d’enorme disagio. Purtuttavia, alla richiesta d’esibire le copie delle fatture pagate, i genitori dei bambini in protesta stamane non hanno avuto riscontro alcuno.

In realtà, la rassicurazione risolutiva era stata data dallo stesso assessore all’unisono col sindaco Geraci alla fine della scorsa settimana ed a scuola chiusa per effetto della sua ordinanza: la scuola “Ariosto” avrebbe dovuto essere riscaldata già a partire da ieri mattina, lunedì 4 dicembre. Ma niente. Stamattina il sindaco s’è presentato al cospetto dei genitori in protesta, spalleggiati dalla dirigente scolastica Susanna Capalbo, davanti all’edificio scolastico. La figura è stata assai magra. Con un sindaco che – come documentato dal video “fuorionda” che vi proponiamo a chiusura di questa cronaca e in esclusiva – ammette la propria impotenza circa la risoluzione d’un problema che, con estrema evidenza del caso, presenta troppi ed inquietanti lati oscuri. 

Pure ieri ed oggi niente scuola, dunque. E da lunedì 11 dicembre prossimo, dopo il ponte dell’Immacolata, per i bambini dell’“Ariosto” si prospetta uno straordinario turno pomeridiano all’interno d’un altro plesso scolastico, il “Marilena Amerise”. Ipotesi che i genitori respingono in modo energico, ma è l’unica che può fare loro assolvere ad un obbligo di legge, quello di mandare i loro figli a scuola.

ESCLUSIVO | VIDEO “FUORIONDA” DEL SINDACO GERACI