La giunta comunale di Corigliano Calabro retta dal sindaco Giuseppe Geraci è come il gioco per l’infanzia del “Lego”: si scompone e si ricompone. E lo fa così, di tanto in tanto, quando il sindaco ne ha voglia e senza dare spiegazioni di sorta

ad alcuno. È stato così coi diversi cambi d’assessori occorsi in quattro anni e mezzo. Ed è stato così pure nell’ultimo ridicolo caso, non che gli altri non lo fossero stati, ridicoli intendiamo. Così, lo scorso 29 settembre, durante i lavori del Consiglio comunale, prendeva la parola Benito Apicella (foto), il quale si dimetteva da assessore per assumere la carica di consigliere comunale andando ad occupare il seggio d’un consigliere dimessosi, e ora deceduto. Nel dare il “triste annuncio” – triste per l’abbandono della carica da assessore, non per altro – Apicella farfugliava nel suo italiano improvvido una serie di minchiate per fornire una qualche improbabile giustificazione “politica” alle proprie dimissioni. Dimissioni accettate, Apicella consigliere comunale e amen. Nessun comunicato stampa di circostanza. Dimissioni lapalissianamente concordate con Geraci – pur se a malincuore – e noi avevamo scritto pure i “perché”. E vale la pena di rileggerci parola per parola dall’inizio alla fine, perché ci darete senz’altro la patente d’indovini (ma non ci voleva assai!): http://altrepagine.it/index.php/notizie/411-corigliano-apicella-l-asso-anti-fusione

Due mesi e una settimana dopo, vale a dire ieri, a mezzo comunicato stampa succede questo: «Ricomposizione della Giunta, Benito Apicella è stato ri-nominato assessore con delega alla manutenzione, all’autoparco, ai servizi cimiteriali, ai parchi e ai giardini e alla protezione civile. A darne notizia è il sindaco Giuseppe Geraci confermando la stima verso una persona che - è scritto nel decreto - ha dimostrato dedizione, attaccamento e competenza. La pregressa collaborazione di Apicella è stata fruttuosa e vantaggiosa per l’amministrazione Comunale. Apicella si era dimesso dalla carica di assessore per ricoprire il ruolo di consigliere comunale, subentrando dopo le dimissioni di Demetrio Mauro».

La fusione col Comune di Rossano è oramai (quasi) fatta, e il buon Benito - oltre al referendum del 22 ottobre - ci ha perso pure due mensilità d’indennità assessorile - pari a circa 1600 euro - e ben che gli vada da oggi ne prenderà altre due, poi arriverà il Commissario per la fusione e la messa è finita, andate in pace. Perciò col buon Benito bisognava riparare. Già, perché se domandate al buon Benito “Tu che mestiere fai?” egli vi risponderà “L’assessore al Comune”. Proprio così: per altri due mesi...