Venerdì 22 dicembre scorso è finito un incubo durato quasi cinque anni per Antonio Apa, 48 anni, operaio di Corigliano Calabro (foto). Un collegio penale del Tribunale di Castrovillari tutto al femminile (presidente Francesca Marrazzo, a latere Gianna Martino e Rossella Gallo), l’ha infatti assolto “perché il fatto non sussiste” dalla gravissima imputazione che lo vedeva alla sbarra e che, nel marzo del 2013, lo vide finire in carcere:

violenza sessuale nei confronti d’una minorenne. Un reato gravissimo per il quale il Codice penale prevede la pena fino a 12 anni dfi reclusione. Un reato che però, secondo i giudici di Castrovillari, Antonio Apa non ha mai commesso nei confronti d’una parente 11enne all’epoca del “non fatto” nell’estate del 2012, prima del suo arresto da parte dei carabinieri della locale Compagnia che avevano condotto le indagini sulla scorta d’una circostanziata denuncia.

Al termine d’un dibattimento processuale piuttosto complesso ed articolato, durante il quale sono stati sentiti numerosi testimoni, il pubblico ministero aveva richiesto la condanna dell’operaio ad 8 anni di reclusione. Ma il difensore dell’uomo, l’avvocato Stefano Liguori dello stesso foro di Castrovillari, è riuscito a smontare la tesi accusatoria.

Antonio Apa tra il 2013 e il 2014 ha patito ben undici mesi di detenzione cautelare, tre in carcere ed otto ai domiciliari. Antonio Apa non fu dunque un “orco”. Le motivazioni della sentenza assolutoria nei suoi confronti saranno depositate tra meno di due mesi.