Martedì prossimo 16 gennaio la proposta di legge istitutiva del nuovo Comune di Corigliano Rossano, oggetto della fusione tra gli attuali Comuni di Corigliano Calabro e Rossano, sarà discussa in seno alla Commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale della Calabria, l’assemblea legislativa deputata poi a licenziare definitivamente il nuovo ente locale che gode d’un largo favore tra i cittadini delle due attuali realtà municipali, chiamati ad esprimersi nel referendum

consultivo tenutosi lo scorso 22 ottobre. La riunione regionale di martedì prossimo prevede, pure, una serie d’audizioni istituzionali e politiche, dal momento che i due attuali sindaci, Giuseppe Geraci e Stefano Mascaro (foto), la presidente del Consiglio comunale rossanese Rosellina Madeo, l’ex parlamentare Giovanni Dima, il presidente del Comitato delle cosiddette 100 associazioni pro fusione Amerigo Minnicelli, e la presidente del Comitato “Cor bonum” Graziella Algieri, hanno richiesto ed ottenuto d’essere auditi, cui noi preferiamo la più scorrevole coniugazione audisciuti che suona sempre molto meglio che sentiti o più arcaicamente ascoltati. Battute a parte, le richieste audizioni dei sindaci e – al limite – della pur superflua presidente del Consiglio comunale rossanese, appaiono scontate. Le altre, invece, scontate lo sono diventate in una logica di pesi e contrappesi sulla questione stessa della fusione, tra le attuali rappresentanze istituzionali da una parte e l’attivismo civico daIl’altra ivi compreso quello che questa fusione non l’ha mai guardata di buon occhio. Vanno a controllarsi gli uni gli altri insomma, o, se preferite, a misurare le forze delle loro rispettive argomentazoni istituzionali e politiche dinanzi ai consiglieri regionali che compongono la commissione e che dovranno portare la proposta di legge al voto dell’assemblea di Palazzo Campanella.

Le richieste audizioni e l’incertezza su quanto da ciascuno degli audendi verrà riferito, hanno più di qualche retroscena e più di qualche retropensiero. Nei giorni scorsi, infatti, al termine d’una riunione tenutasi presso il municipio di Rossano e rivelatasi del tutto inutile, vi sarebbe stato un pranzo, tenutosi con discrezione in un ristorantino dal nome all’uopo emblematico, tra i sindaci Mascaro e Geraci e loro pochissimi commensali. Con un colloquio tra i due verosimilmente finalizzato a cercare ed a trovare una posizione univoca sulle oramai croniche diverse vedute sulla questione. Stavolta accomunati, i due stessi primi cittadini, da una sottesa strategia dilatoria, magari protesa a caldeggiare con modalità inesprimibili un rinvio dell’approvazione della proposta legge istitutiva del comune unico. Ciò consentirebbe a Geraci di ricandidarsi a maggio prossimo per un quarto mandato da sindaco di Corigliano Calabro ed a Mascaro di continuare il proprio cominciato appena un anno e mezzo fa.

Ma se il disegno alletterebbe entrambi e continuerebbe ad allattare la presidente del Consiglio comunale rossanese Madeo, sulle modalità operative strategiche Geraci e Mascaro non avrebbero trovato la quadra, almeno durante quel pranzo, andato evidentemente “storto” perché Mascaro avrebbe continuato a chiedere a Geraci d’invocare insieme l’approvazione d’una legge istitutiva che non preveda il commissariamento dei due attuali comuni nell’immediato mentre Geraci sarebbe di diverso avviso, vale a dire commissariamento immediato ma elezioni per il Comune unico non prima del 2019. Geraci e Mascaro sanno d’avere sui loro colli il fiato grosso di quanti vogliono vedere approvata la legge istitutiva per poter andare in tempi più o meno brevi alle prime elezioni del nuovo comune. Che potrebbero far voltare positivamente pagina – speriamo - ad entrambi.