Nel day after di quella che poteva essere una strage familiare e che, fortunatamente, non è stata, a Schiavonea di Corigliano Calabro, emergono importanti novità. Il 76enne Cosimo Sisto, noto e stimato panificatore del posto, assistito e difeso dagli avvocati Antonio Pucci e Maria Sammarro

dalla tarda serata di ieri, a seguito dell’interrogatorio presso la caserma dei carabinieri di Corigliano Scalo, è rinchiuso nel carcere di Castrovillari per l’ipotesi di reato di tentato duplice omicidio nei confronti del figlio 46enne, Francesco, e della moglie coetanea di quest’ultimo, Mina Gargiullo. Il drammatico fatto è avvenuto ieri pomeriggio, sull’uscio della casa paterna (foto). Marito e moglie, rimasti feriti, sono tuttora ricoverati in ospedale, il primo a Cosenza, l’altra a Bari, in gravi condizioni ma, pare, fuori pericolo di vita. E in nottata, a Schiavonea, i carabinieri hanno fermato un giovane. Si tratta di Pietro Antonio Marinaro, 27 anni, genero di Francesco Sisto e di Mina Gargiullo, il quale ieri mattina avrebbe a sua volta sparato alle finestre dell’abitazione dello stesso 76enne col probabile intento d’intimidirlo. Al giovane fermato in nottata i carabinieri hanno anche sequestrato una pistola risultata rubata. Ora è accusato di ricettazione, detenzione, porto abusivo d'arma da fuoco e spari in luogo pubblico. Difeso dall’avvocato Giuseppe De Luca, dovrà essere sentito da parte degl’inquirenti per chiarire la vicenda. Il sospetto è che abbia sparato alcuni colpi di pistola alle finestre dell’abitazione di Cosimo Sisto, prima che il figlio Francesco e la nuora Mina Gargiullo l’andassero a trovare per discutere della suddivisione dei beni di famiglia. I carabinieri della locale Compagnia, coordinati dalla Procura di Castrovillari, stanno lavorando in queste ore per sbrogliare quella che sembra un’intricata matassa fatta di risentimenti familiari ed interessi personali. Il giovane fermato nottetempo avrebbe sparato in mattinata alle finestre dell’abitazione di Cosimo Sisto per intimidirlo, poi vi sarebbe stata l’accesa discussione in casa tra il pensionato, il figlio e la nuora. Discussione che sarebbe degenerata, col pensionato che, al culmine della lite, avrebbe preso la propria pistola calibro 38, legalmente detenuta, facendo fuoco contro figlio e nuora, ferendoli gravemente. I primi colpi sarebbero stati esplosi a terra, poi vi sarebbe stata una colluttazione e gli spari che potevano essere fatali per i due feriti. I quali erano riusciti a scappare dalla casa, prima di stramazzare sul marciapiede, dove sono stati successivamente soccorsi. Nelle prossime ore sarà formalizzata l’eventuale misura cautelare contro il giovane fermato.

Gl’inquirenti non escludono che la lite che s'è scatenata tra padre, figlio e nuora possa fare intravedere pure una possibile ipotesi di tentativo d'estorsione. La Procura ha infatti disposto il piantonamento in ospedale del figlio ferito Francesco, il quale potrebbe anche avere delle responsabilità. Pare, infatti, che nella famiglia Sisto non tutti i figli fossero soddisfatti della divisione dei beni e che qualcuno non avesse rispettato le volontà del padre, il quale aveva aperto un secondo panificio proprio per appianare i diverbi tra i suoi figli. Durante il lungo interrogatorio di ieri pomeriggio dopo il suo arresto, protrattosi in caserma fino alle 21 circa, il pensionato avrebbe svelato una serie di retroscena “storici” della drammatica vicenda familiare, ed avrebbe raccontato d’essere stato vittima di svariate angherìe da parte del figlio e della nuora e d’alcuni episodi di percosse.