La percezione – forte – del cappotto marca 5 stelle l’abbiamo avuta di buon mattino, ieri, in giro tra quei seggi di Corigliano Rossano dove conosciamo uomini, donne e cose. Alle 10 già s’erano create le file in questo territorio abitato da gente avvezza a recarsi a votare nel pomeriggio ed in serata.

E la novità dei bollini antifrode sulle schede elettorali c’entrava poco quanto nulla con quelle file. Già, perché in mattinata nei seggi s’è vista gente che mai s’era vista in quelle stesse ore e in precedenti occasioni elettorali. Gente che teneva la “segretezza” del voto stampata a mo’ di tatuaggio in fronte: 5 stelle. Nel pomeriggio elettorale il cronista ha poi avuto la fortuna d’incontrare, casualmente, una vecchia vacca della politica regionale ancora al potere, e l’espressione del suo volto sconvolto era una inequivocabile conferma. E la notte dei risultati ha prodotto uno scontato risveglio per la politica a Corigliano Rossano e nell’intero comprensorio della Sibaritide. Che fa incetta di parlamentari eletti. Una roba mai vista nelle lunghe stagioni del potere politico e partitico tradizionali: tre deputati sicuri, cui forse s’aggiungerà una senatrice, tutti di Corigliano Rossano e tutti della stessa formazione politica, il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio in odor di governo nazionale. Si chiamano Francesco Forciniti, Elisa Scutellà, Francesco “Ciccio” Sapia (nella foto, al centro dei suoi fedelissimi) e Rosa Silvana Abate (per quest’ultima il seggio senatoriale è ancora in forse). Molta, moltissima di quella gente che come un fiume in piena ha segnato la croce sul simbolo del M5S non sa neppure che faccia abbiano, nonostante uno di loro sia consigliere comunale, nonostante i loro manifesti affissi sugli appositi cartelloni ed il loro battage pubblicitario artigianale e tecnologico al contempo grazie ai social network, Facebook in testa. Loro, oggi esaltati da un risultato che ha cancellato nel vero senso del verbo il resto dei partiti e la loro politica e soddisfatti della loro campagna elettorale, provano a smentire questo dato di sociologia politica: «In questo mese abbiamo incontrato migliaia di cittadini-elettori, tanto a Corigliano Rossano quanto nei tanti paesi di cui si compone il nostro vasto collegio elettorale per la Camera dei Deputati, dove ci siamo fatti conoscere ed abbiamo guadagnato la loro fiducia», afferma il neo deputato Francesco Forciniti. A leggere alcuni autorevoli editorialisti della stampa nazionale e le loro analisi sullo strabiliante successo italiano dei 5 stelle, affiora però, secca e severa, la smentita della smentita. Una vittoria a mani nude sì, quella di Forciniti, Sapia, Scutellà ed Abate, ma a braccia conserte o quasi. Il popolo di Corigliano Rossano e della Sibaritide adesso ha un “esercito” di suoi rappresentanti in Parlamento, politici nuovi di zecca come gli stessi eletti hanno auspicato per alcuni anni autoperorandosi la causa, politici che forse saranno classe di governo e che da oggi, in un tutt’uno col popolo stesso che li ha eletti, non hanno più alcun alibi rispetto ai tanti atavici cancri di cui soffre questo grande lembo di Calabria. Auguri dunque, al popolo di questo territorio prim’ancora che ad essi stessi nuovi politici. Dall’insediamento delle due Camere parlamentari, previsto per il 23 marzo prossimo, comincia la prova dei fatti. Le mani continuino pure a restare nude, ma le braccia conserte no.