Calendario alla mano, il 31 marzo prossimo sarà sabato santo, il primo aprile la domenica di Pasqua e dopo il lunedì dell’Angelo - vale a dire il 3 aprile - i due grandi Comuni di Corigliano Calabro e di Rossano saranno un unico Comune: Corigliano Rossano. Per quel giorno sarà atteso il commissario (o i commissari) che sarà (o saranno) nominati dal Prefetto di Cosenza al fine di “traghettare” il nuovo grande ente locale fino alle sue prime elezioni comunali.

Che verosimilmente potrebbero tenersi nella primavera del 2019, quindi tra un anno circa. Un appuntamento elettorale nuovo di zecca dunque, e per il quale è difficile - anzi arduo – prevedere alcunché quanto a candidature a sindaco ed a consiglieri comunali e quanto a posizionamenti politici di questo o quel personaggio già noto per come finora sono stati conosciuti. E ciò soprattutto dopo l’esito elettorale delle Politiche tenutesi la settimana scorsa, attraverso le quali i cittadini coriglianesi e rossanesi si sono dati ben quattro parlamentari propri e tutti appartenenti al medesimo movimento politico, il Movimento 5 stelle (nella foto il neo deputato Francesco Forciniti). È una realtà completamente nuova e completamente diversa rispetto a quella cui ci si era abituati a parlare – e a scrivere – durante la campagna per il referendum del 22 ottobre scorso che, col suo esito, ha portato alla fusione Corigliano Rossano poi istituita con legge regionale. Osteggiata da pezzi importanti – due dei neo eletti parlamentari – dello stesso Movimento 5 stelle. Ma implicitamente favorita da un disegno politico evidentemente affatto “casuale”, che ha visto il movimento grillino di Luigi Di Maio concentrare i suoi posizionamenti di lista e di collegio proprio su Corigliano Rossano col proposito di fare quell’en plein riuscito alla massima perfezione. Un’operazione politica fine, finissima, altro che popul-qualunquismo e casualità! Perché il Movimento 5 stelle, indipendentemente dalla partita in atto per la formazione del governo nazionale, ha le carte in regola – anzi, ha tutto il mazzo delle carte in mano – per candidarsi e vincere la sfida elettorale finalizzata a governare questo grande comune di quasi 80 mila abitanti anche se la deputazione locale del M5S si schermisce affermando che al momento alla “cosa” non sta pensando. Così è se vi pare, piaccia o meno a quanti da una settimana in qua sono completamente spiazzati dopo avere accarezzato le proprie, di prospettive. E non ci riferiamo tanto a coloro i quali tirano ancora le fila – sarebbe meglio dire le cuoia – dei partiti, indifferentemente se di centrodestra o di centrosinistra, quanto in particolare a coloro i quali avendo (utilitaristicamente) semiabbandonato quegli stessi inconsistenti carrozzoni partitici, da qualche tempo hanno fondato o abbracciato quel vivace movimentismo civico a convenienza in cui lo stesso partitismo è malcelato. Senza voler tralasciare un altro significativo - quanto preoccupante - dato, vale a dire l’indiscusso successo elettorale del movimento leghista Noi con Salvini proprio tra Corigliano e Rossano coi propri attivisti che certamente non vorranno essere spettatori nella partita elettorale per dare il primo sindaco e la prima amministrazione a Corigliano Rossano. E se da qui alle prossime settimane dovesse nascere un governo nazionale fondato sull’asse Di Maio-Salvini quella partita potrebbe verosimilmente dirsi già giocata.