Gli ultimi saranno ultimi. Nella Sibaritide pure di più: ultimissimi. Non ci sono luci, in tal senso. Un esempio, andando in giro. C’è una piazzetta pedonale: ci stanno aiuole e panchine. E ci stanno le rampe per i portatori d’handicap. Una si inerpica dolce verso la parte centrale della nostra piazza. E boom: alla fine ecco che qualcuno pensa di piazzarvi una giostra per bambini. E chi arriva in carrozzina? Si cerchi un altro ingresso, con un po’ di pazienza. “Fossero questi i grandi problemi della vita. Andate a guardare cosa succede altrove, ché qui è oro”.

Zitti e buoni, e altra pazienza, se no alla fine devi pure litigare. Certo, sui palchi e sui Social, quante belle parole ti ricordi. Parole...

Andiamoci, “altrove”. Magari per farci la nostra mezz’ora quotidiana di passeggiata veloce, e salutare, sul lungomare di Trebisacce. Ecco l’esimio professionista che quasi ti investe in bici, prima di schiantarsi quasi addosso alla carrozzina d’una giovane mamma. Per non dire del noto intellettuale che critica il marciapiede. E cosa ha mai ‘sto marciapiede della miseria? “Uno si rompe una gamba se non ci sta attento: certe volte ci stanno ‘sti scivoli laterali che ci ho preso una storta che lo so solo io”. E che schifo, ma come le fanno queste opere? Come ci viene in testa di realizzarvi “sti scivoli” sempre per i portatori d’handicap? La soluzione anti “fastidi” del genere si trova subito, con la giusta inventiva nostrana. Nella nuova mega-città di Corigliano Rossano, con egual “cura” a nord e a sud del Cino, il fine amante dei motori ci parcheggia in faccia il suo macchinone. Giusto: mica uno può perdere mezza giornata per trovare un parcheggio. Qui c’è tanto spazio...

Lo stesso spazio che risulta sempre più angusto non solo per chi ha un handicap. C’erano una volta le piazze in cui giocavano i ragazzini della zona. Ora pure questo è diventato un “lusso”. I rampolli di uno Jonio sempre meno “a misura d’uomo” vengono “carcerati” nelle palestre private e qui crescono, senza sole. È il progresso, bellezza. E via a occupare i parcheggi previsti per i soliti, noiosi portatori d’handicap. “Tanto resto solo due minuti...”