Dovrebbe aprire i battenti da qui a poco il distributore di carburanti della Conad. L’area è ancora cantierizzata, ma al suo interno è quasi tutto pronto per accogliere gli automobilisti che devono fare rifornimento di carburante. Stanotte un pericoloso avvertimento. Un atto intimidatorio. Di quelli pesanti.

Siamo lungo Viale Sant’Angelo, nella parte rossanese della nuova Città di Corigliano Rossano, nei pressi del noto centro commerciale Conad che è di proprietà degli stessi imprenditori che ora stanno scommettendo pure sul settore dei carburanti proprio attraverso la stazione di servizio presa di mira. Si tratta della famiglia Alonia-Miceli di Corigliano, imprenditori assai in vista in città e noti anche per i loro trascorsi in politica: Natale Alonia è stato pià volte consigliere comunale, ed il genero, l’ingegnere Giorgio Miceli, ha ricoperto la carica di vicesindaco. E certamente gli attentatori sanno bene chi sono.

L’azione consumata stanotte è stata condotta sicuramente da ignoti professionisti del crimine. Un’autovettura Audi A3 con a bordo sicuramente almeno un paio di persone è stata lanciata a mo’ d’ariete contro la recinzione del cantiere. Che, sfondata, ne ha consentito il passaggio. E una volta dentro i malviventi, servendosi di liquido infiammabile, probabilmente benzina, hanno appiccato il fuoco alle colonnine del distributore ancora non attive ed i cui sottostanti serbatoi sono ancora privi di carburante (foto).

Compiuta la loro “missione” si sono allontanati. La berlina, risultata di provenienza furtiva, è stata abbandonata nei pressi della spiaggia di contrada Momena, ed anch’essa è stata data alle fiamme al sicuro fine di cancellare ogni traccia che possa ricondurre all’identità di chi ha compiuto la gravissima azione intimidatoria nei confronti della società di Alonia e Miceli. È stata ritrovata dagli agenti della Polizia di Stato del locale Commissariato, che conducono le indagini sull’accaduto ed avrebbero già acquisito i filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza presenti nell’area e nella zona alla ricerca di qualche utile riscontro investigativo finalizzato a risalire agli autori dell’azione. Purtuttavia, considerata nel complesso la sua modalità, è più che probabile che i malviventi si siano cautelati coprendosi i volti con qualcosa.