A differenza del suo e nostro presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, le uniche parole che ella non potrà pronunciare – almeno per adesso – sono: «Sarò l’avvocato del popolo italiano», o di quello di Corigliano Rossano oppure ancora di quello della Sibaritide, se preferite. Già, perché l’onorevole Elisa Scutellà (foto), deputata locale del Movimento 5 Stelle, è stata ancora “condannata” a restare un’aspirante, d’avvocato. Nel fine settimana scorso, infatti, la Presidenza della Corte d’Appello di Catanzaro ha provveduto a rendere noti i nominativi dei praticanti forensi che mesi or sono avevano sostenuto le prove scritte per poter accedere a quelle orali e quindi all’ambìta professione togata.

Ma il nome d’Elisa Scutellà pure stavolta non compare tra i promossi. Perché, a quanto pare, non sarebbe la prima volta che la giovane parlamentare (ha appena 31 anni) che ambisce al titolo d’avvocato ci prova a superarle quelle ostiche e maledette prove scritte dell’esame d’abilitazione professionale.

Da qui le giungano i migliori auspici da parte della nostra redazione per la prossima sessione, in cui, speriamo, la stessa voglia ritentare, magari studiando un po’ di più e facendo tesoro magari pure del proprio attuale status di legislatore dello Stato italiano, e – guardacasolasorte - dallo scorso 21 giugno membro addirittura della Commissione giustizia della Camera dei deputati. Ma quest'ingresso l’onorevole Scutellà l’aveva già annunciato appena dopo le elezioni politiche dello scorso 4 marzo che hanno dato il via alla diciottesima legislatura, motivando la stessa ambizione vuoi per il proprio brillante titolo di Laurea in Giurisprudenza vuoi per dare la propria spinta alla pur’essa preannunciata “resurrezione” del fu tribunale di Rossano. Un forte in bocca al lupo, dunque, per tutti gli esami di legge!