Sono le cinque e mezzo del mattino. 

In Via dei Martiri, alla frazione Scalo di Corigliano Calabro, un uomo rovista nei cassonetti della spazzatura

Una donna, dal proprio balcone di casa, lo riconosce e ne osserva ogni movimento.

E’ un signore molto vicino al diciassettenne diabolico assassino di Fabiana Luzzi, bruciata viva a soli sedici anni, nel pomeriggio di venerdì 24 maggio scorso, dopo essere stata accoltellata ventiquattro volte in varie parti del corpo mezzora dopo l’uscita da scuola.

Ciò che vede la testimone oculare, invece, va in scena il martedì successivo, 28 maggio. Nel pomeriggio di quel giorno si terranno i partecipatissimi funerali di Fabiana, alla presenza del Ministro delle Pari Opportunità Josefa Idem.

Via dei Martiri si trova a poche centinaia di metri dall’abitazione del diciassettenne, reo confesso dell’omicidio di Fabiana, il quale da domenica 26 maggio si trova recluso nel carcere minorile di Catanzaro con l’accusa di omicidio volontario aggravato.

Quali sono le intenzioni di quell’uomo che armeggia nei cassonetti pochi giorni dopo la confessione del diciassettenne?

Cerca di disfarsi di qualcosa?

O, piuttosto, è in cerca qualcosa?

All’appello dei carabinieri che indagano sul gravissimo delitto manca infatti, ancora, il piccolo coltello a serramanico servito all’adolescente assassino.

Che lo stesso ha riferito agl’inquirenti d’aver gettato dopo aver colpito Fabiana.

E non v’è traccia neppure del bidoncino da cinque litri che il diabolico diciassettenne ha riempito di benzina presso un distributore dello Scalo nel primo pomeriggio di venerdì, dopo avere accoltellato Fabiana. 

Come non v’è traccia della felpa leggera che l’assassino indossava mentre, come lui stesso ha riferito agl’inquirenti, Fabiana veniva colpita dalle sue coltellate

La confessione dell’adolescente assassino ha permesso agl’inquirenti, nella tarda serata di sabato 25 maggio, di rinvenire il cadavere semicarbonizzato della povera Fabiana e lo zainetto contenente il telefonino, libri, quaderni, il diario ed altri effetti personali della vittima, proprio nei pressi del luogo del delitto, una zona di campagna appartata pochissimo distante dall’istituto tecnico commerciale frequentato dalla giovane vittima.

Coltello e felpa sono svaniti nel nulla, come pure i pantaloni ed altri indumenti indossati dal giovane diabolico assassino mentre accoltellava Fabiana.

Eppure i carabinieri, che conducono le indagini coordinate dal Pubblico Ministero Rita Tartaglia della Procura minorile di Catanzaro, per giorni hanno setacciato centimetro per centimetro la zona teatro dell’efferato crimine ed altri luoghi “sospetti”.

Ma non è “spuntato” fuori nulla di nulla.

Torniamo ora all’uomo che in Via dei Martiri rovista nei cassonetti dei rifiuti.

La testimone oculare, proprio mentre il sospettato armeggia tra quei quattro contenitori (anche quelli per le raccolte differenziate non visibili dalla nostra foto per via della chioma dell’albero che insiste sulla strada, NDR), allerta i carabinieri componendo il 112.

I militari dell’Arma giungono sul posto dopo pochi minuti.

Ma l’uomo nel frattempo s’è già allontanato.

Gl’investigatori setacciano quei quattro cassonetti e la zona circostante.

Senza, però, alcun risultato.

E controllano pure altri cassonetti che insistono nello stesso popoloso rione Madonna della Catena. Nulla di nulla.

L’uomo qualche ora dopo è convocato in caserma dove viene interrogato sull’episodio.

Sulle sue “spiegazioni” non trapela nulla.         

Frattanto, il diciassettenne diabolico assassino ieri è stato nuovamente interrogato dal Pm Tartaglia.



Foto: in alto, Via dei Martiri alla frazione Scalo di Corigliano Calabro. Al centro, uno degl’investigatori la sera del ritrovamento del cadavere semicarbonizzato e, nel riquadro, il volto della povera Fabiana Luzzi

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