Il tesoro degli ormai ex imprenditori mafiosi Straface, già da sei anni sotto chiave, oggi entra ufficialmente in possesso dello Stato. Stamane, infatti, i finanzieri del Gruppo d’intervento contro la criminalità organizzata del nucleo di polizia tributaria di Catanzaro hanno notificato agl’interessati il provvedimento di definitiva confisca dei beni sequestrati agli Straface allo scoccare dell’operazione antimafia “Santa Tecla” del 21 luglio 2010. Si tratta di beni per un valore superiore ad otto milioni d’euro.

Le fiamme gialle catanzaresi hanno così eseguito il provvedimento di confisca, emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Cosenza su richiesta della Procura distrettuale antimafia di Catanzaro diretta da Nicola Gratteri.

Il maxiprocesso “Santa Tecla” aveva dimostrato come le imprese riconducibili agli allora imprenditori e fratelli di Corigliano Calabro Franco e Mario Straface (il primo deceduto, l’altro [foto] tuttora agli arresti domiciliari a seguito della condanna definitiva a sei anni ed otto mesi per associazione mafiosa ed estorsione) avvalendosi della forza intimidatrice del locale di ‘ndrangheta coriglianese, venivano proposte quali partners obbligate nell’esecuzione di vari lavori (edili, di movimento terra, pitturazione, posa di cartongesso, distribuzione di prodotti di cartoplastica), instaurando, di fatto, un particolare quanto fraudolento regime di monopolio e diventando  allo stesso tempo un’importante fonte di guadagno per il locale ‘ndranghetistico stesso a cui veniva destinata una cospicua parte dei proventi  realizzati.

La particolarità dell’odierna confisca è data dall’esecuzione del provvedimento nei confronti degli eredi dell’imprenditore deceduto nelle more del processo, secondo il dettato dell’incisivo strumento offerto dalla normativa antimafia. I beni riconducibili a Franco Straface, infatti, già sottoposti a sequestro, furono poi dissequestrati per estinzione del reato a seguito del decesso dell’imputato. Ma, grazie alla normativa di prevenzione, è stato possibile riprocedere al sequestro preventivo ed alla successiva confisca nei confronti degli eredi.

Oggetto dell’odierna confisca sono fabbricati, tra cui appartamenti e villette di pregio, terreni, in territorio di Corigliano Calabro, Cassano Jonio e Spezzano Albanese, attività commerciali, diverse quote societarie, automezzi, una polizza assicurativa.

 

 

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