Il giudice del Tribunale di Castrovillari, Gaetano Laviola, ha condannato il Comune di Corigliano Calabro per la pretestuosa revoca dell’affidamento in appalto per tre mesi d’un servizio pubblico alla ditta che se l’era aggiudicato, il 30 ottobre 2015, a seguito d’una regolare gara. Si tratta del servizio di manutenzione della rete idrica e fognaria.

Ma vediamo che cosa è successo. A distanza di pochi giorni dall’emissione della determinazione d’affidamento – atto avvenuto ancor prima della stipula del contratto – alla ditta “Edil service – Impresa costruzioni” da parte del responsabile comunale del Servizio idrico e fognario, Antonio Durante, lo stesso responsabile aveva emesso una seconda determinazione attraverso la quale revocava lo stesso affidamento, adducendo generiche responsabilità contrattuali (ma il contratto dov’era?!) a carico della ditta stessa e senza preventivamente avviare il particolare procedimento di contestazione degli addebiti previsto dalla legge, con l’obbligo per l’amministrazione pubblica di notificare eventuali addebiti all’appaltatore, assegnando un termine non inferiore a 10 giorni per le controdeduzioni.

Il servizio era stato quindi affidato alla ditta arrivata seconda nella gara, mentre il legale rappresentante della “Edil Service – Impresa costruzioni” s’affidava al proprio legale di fiducia, l’avvocato Paolo Francesco Orofino, attraverso il quale ha acceso il giudizio in tribunale. L’instaurazione del procedimento era stata preceduta da innumerevoli incontri con lo stesso responsabile del servizio, rimasti senza esito, nonché dalle formali missive legali con cui s’invitava il Comune a regolarizzare la situazione in via d’autotutela. Richieste rimaste praticamente inevase e non riscontrate.

Già, perchè l’ingiusta e pretestuosa revoca dell’affidamento a seguito della gara era talmente evidente che il Comune avrebbe potuto porre rimedio proprio in via d’autotutela, evitando la via giudiziaria ed il consistente danno economico che s’è venuto a creare per l’ente pubblico costituitosi per resistere in giudizio attraverso il funzionario che guida il Settore legale, l’avvocato Antonio Longo.

“Morale” della storia? Il Comune si troverà – adesso – costretto a dover sopportare un doppio costo per lo stesso appalto, per tre mensilità. Il primo per la retribuzione della “Edil service – Impresa costruzioni”, cui – scrive il giudice nella sentenza emessa lo scorso 23 settembre – era stato illegittimamente revocato l’appalto, il secondo per la retribuzione della ditta cui era stato poi affidato il servizio. Oltre – naturalmente – al carico delle spese legali sostenute dalla “Edil service – Impresa costruzioni”, pari a 5 mila euro 

 

 

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