La seconda sezione penale della Corte d’appello di Catanzaro ha dichiarato l’intervenuta prescrizione dei reati per i quali, nel maggio del 2015, il Tribunale di Castrovillari aveva condannato l’imprenditrice ed ex consigliera comunale di Rossano, Anna Patrizia Uva, ed il marito, Vincenzo Sapia, a otto mesi di reclusione e trecento euro di multa ciascuno.

Il reato contestato era quello di turbata libertà dell’industria o del commercio, ai danni d’una impresa di pompe funebri concorrente a quella di cui è titolare l’ex consigliera comunale. 

I fatti risalgono al 4 dicembre del 2007. Quando il cavaliere Domenico Curia, titolare dell’omonima impresa, sorprese e fotografò alcuni cittadini rumeni intenti a staccare dei manifesti funebri che erano stati affissi poco tempo prima da parte degli addetti della sua impresa. Da qui la querela di Curia, da cui scaturirono le indagini e l’approdo della vicenda in sede giudiziaria. 

Con la prescrizione, dunque, il reato connesso alla concorrenza del “caro estinto” s’è anch’esso estinto…

 

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