C’è più di qualcosa d’inconfessabile che aleggia dentro le viscere di Palazzo Garopoli, la sede municipale di Corigliano Calabro, in merito all’“affare Sibari control” da noi trattato ieri http://www.altrepagine.it/index.php/256-corigliano-appalti-sospetti-in-comune-l-affare-sibari-control. Sì, perché ai tanti contorni strani della vicenda, su cui adesso sta indagando la magistratura, si somma un altro aspetto piuttosto singolare. Questo.

Il Consiglio comunale eletto unitamente all’attuale sindaco Giuseppe Geraci, il 27 novembre del 2013 si riunì per approvare la Deliberazione n. 60. Nel cui testo, a pagina 9, esaminate tre fatture della società “Sibari control” – risalenti al precedente anno 2012 e relative ad un servizio esterno stranamente ancora in proroga a dispetto d’una deliberazione di segno contrario da parte della Commissione straordinaria che aveva preceduto Geraci nell’amministrazione del Comune – la massima assise civica s’atteneva al parere del Collegio dei revisori dei conti (quello dell’epoca). Che statuì come, essendo stato affidato alla “Sibari control” il servizio di vigilanza presso l’autoparco comunale per cinque mesi attraverso la Determinazione del Settore Manutentivo n. 123 del 30 marzo 2012, quelle fatture (con visto illeggibile, tra l’altro) non potevano essere riconosciute dal Consiglio comunale quali debiti fuori bilancio, e quindi non potevano essere liquidate in quanto «le prestazioni effettuate non rientrano nel periodo ricompreso in determina». Il Consiglio comunale s’allineò dunque alla decisione del Collegio dei revisori contabili e non approvò la liquidazione di quelle fatture in quanto sprovvisti di “pezza giustificativa”.

Ed arriviamo ai giorni nostri, quando si dice “il caso”. Nonostante quelle stesse tre fatture fossero già state “bocciate” nell’oramai lontano 2013, cosa viene in mente di fare a Geraci e company lo scorso mese di luglio? Le ripropone al voto del Consiglio comunale, unitamente a diverse altre già “bocciate” anch’esse nel lontano 2013. Ciò avviene durante la seduta del civico consesso tenutasi la scorsa estate, durante la quale, attraverso la Deliberazione n.  34, “magicamente” oseremmo dire, quelle stesse identiche fatture vengono stavolta, “promosse” al rango di debiti fuori bilancio e, quindi, liquidate (allegato alla Deliberazione n. 34).

Ora, ci s’interroga, se nel 2013 mancava la determinazione con la quale veniva affidato il servizio alla “Sibari control” per le mensilità di servizio richiamate, come ha fatto il Consiglio comunale e, soprattutto, come ha fatto l’attuale Collegio dei revisori contabili del Comune ad “approvare” quelle fatture già respinte dallo stesso organo consiliare per mancanza di documentazione nel lontano 2013? È stata forse redatta nel 2016 una determinazione di proroga per il 2012 “ora come allora”?! Tantomeno e “guarda caso” nella deliberazione del luglio scorso pubblicata sull’Albo pretorio comunale è  riscontrabile la presenza d’alcun genere di documentazione integrativa che potesse giustificare il “cambiamento d’idea” dei consiglieri comunali (quelli della sola maggioranza-Geraci) ben tre anni dopo. Misteri della fede. Chi vivrà, vedrà…

 

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