«Privo di valori socialmente condivisi» e «soggetto pericoloso che risolve i propri problemi personali attraverso la minaccia e l’intimidazione». È quanto scrive il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, Carmen Ciarcia, nel proprio provvedimento attraverso il quale applica la misura cautelare del divieto di dimora nei Comuni di Corigliano Calabro e di Rossano nei confronti dell’oramai famigerato carabiniere energumeno in servizio presso la Compagnia di Corigliano (nella foto, la sede).

Un provvedimento cautelare sollecitato dal procuratore capo Eugenio Facciolla, il quale nelle settimane scorse ha letto le risultanze investigative in relazione alle condotte per nulla ortodosse del militare, Natale Taib, 34 anni, italiano d’origini marocchine e residente a Rossano. Dopo l’interrogatorio di garanzia, il gip Ciarcia s’è riservato di decidere sulla richiesta di sospensione dal servizio del carabiniere, avanzata dallo stesso procuratore Facciolla. Frattanto, l’indagato sarebbe stato già trasferito di sede, a Catanzaro.

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Proprio a seguito della nostra ultima cronaca, lo scorso 8 marzo, Taib ci aveva contattati per l’eventualità di voler fornire la propria versione dei fatti. Alla richiesta c’eravamo detti pienamente disponibili nel poterlo intervistare, purtuttavia non siamo stati più ricontattati. 

 

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