Quando pure l’avvocato ha bisogno dell’“avvocato”. Accade a Corigliano Calabro, o meglio nel Municipio di Corigliano Calabro. Ove, napoleonicamente, dal 2011, quello che fino ad allora era giustamente denominato “Ufficio legale” ha cambiato la propria onomastica in “Avvocatura comunale”. Ed avvocatura – ce lo dice il Vocabolario Treccani – è un sostantivo femminile che deriva da avvocato, ed indica, nel caso che ci occupa, il complesso degli avvocati aventi la qualità di pubblici impiegati ai quali è affidata la rappresentanza legale e la difesa del Comune di Corigliano Calabro in giudizio.

Una pluralità di soggetti, dunque. Purtuttavia, nel Comune di Corigliano Calabro, l’“avvocatura” è incarnata da uno ed un solo soggetto, l’avvocato Antonio Longo (foto) il quale ne è il responsabile, perché tra i restanti componenti l’ufficio (quattro) quanto ad avvocati non v’è neppure un’ombra. Per fortuna, per effetto del processo di fusione già in atto tra i Comuni di Corigliano Calabro e Rossano, da qui a poco Longo sarà affiancato dai due avvocati attualmente in organico all’Ufficio legale rossanese ed a quel punto l’uffico unico non sarà certamente diretto dal funzionario comunale Longo bensì dall’attuale dirigente rossanese o da un altro dei dirigenti suoi colleghi presso l’attuale Comune di Rossano, dal momento che pure di dirigenti, presso l’attuale Comune di Corigliano Calabro, non v’è neppure un’ombra. E questo Longo lo sa e lo sa bene. Forse, però, Longo non sa che i risultati del suo ufficio, da lui stesso divulgati attraverso l’ottima penna del suo «unico amico» Raffaele “Lulù” Corrado, pure nostro amico e collega, risultano ridicoli se rapportati a quelli raggiunti nello stesso ambito – e soltanto in poco più d’un anno – dall’attuale Comune di Rossano. Per come c’informa il vicesindaco rossanese Aldo Zagarese, assessore con delega tra le altre proprio agli Affari legali, da giugno del 2016 ad oggi l’Ufficio legale di Rossano ha ridotto del 50% un contenzioso iniziale pari a 600 mila euro, attraverso un’intelligente e molto ben proficua politica di risoluzione delle controversie per via transattiva. Longo, invece, informa che nel 2015 il Comune di Corigliano Calabro s’è costituito in ben 125 processi (di cui solo 10 affidati a professionisti esterni), vincendone 26 (con 25 compensazioni e una con condanna alle spese di controparte), mentre nel 2016 ne ha iniziati altri 118 (di cui 4 opposizioni a decreti ingiuntivi e appena 8 affidati ad avvocati del libero foro), con un bilancio di 24 vittorie (di cui 22 con compensazione spese e 2 con condanna di controparte alla refusione delle spese di giudizio).

Tradotto: l’Avvocatura comunale coriglianese diretta da Longo vince soltanto un quinto dei processi (guadagnando però con le compensazioni di spesa che, nelle sentenze, troppo spesso recano la firma dello stesso giudice, magari particolarmente affezionato al Comune di Corigliano Calabro!). Tutto il resto di cui informa Longo nella sua lunga e pedante missiva all’amico Lulù (Pareri legali, procedimenti di gestione sinistri per danni al patrimonio comunale, attività stragiudiziali, predisposizioni di scritti difensivi, note ed osservazioni varie) rappresenta né più né meno il normale dovere d’ufficio d’un avvocato comunale. Ci faccia capire, Longo: presso l’Avvocatura comunale di Corigliano Calabro si dovrebbe altrimenti giocare a briscola?!

Però, l’elemento che sembra maggiormente preoccupare Longo, è – per sua stessa pubblica ammissione – che la “propria” Avvocatura possa finire «in capo a chissà chi, senza magari saperne il perché»Con l’amico Lulù che ci accusa di «gettare merda e fango quotidiano sul suo capo» il che «potrebbe servire a far fuori un personaggio molto scomodo»

http://lostrappoquotidiano.it/index.php/prima-pagina/702-quanto-fango-addosso-all-avvocato-longo

Mentre noi – come sempre – abbiamo né più né meno fatto il nostro mestiere di dare notizie

http://www.altrepagine.it/index.php/notizie/446-corigliano-longo-geraci-babbo-natale

Noncuranti d’un fico secco se pure Longo prospetta – come noi abbiamo già prospettato in un pezzo di qualche giorno fa – alcune nuove assunzioni in municipio, che riguarderebbero le persone (guardacaso) di ben tre avvocati i cui nomi spiccano in una graduatoria di concorso non ancora scaduta, e che qualcheduno di questi avvocati potrebbe essere predestinato ad occupare proprio l’attuale posto di responsabile in capo a Longo. Fino alla compiuta fusione, s’intende.

Al gentiluomo avvocato Longo, il quale oggi pomeriggio ci ha pregiati d’una e-mail contenente in allegato l’articolo di Lulù («Salve, gradirei che l’articolo allegato venisse letto con attenzione al fine di conoscere la verità e solo la verità. Non bisogna essere onesti, se si è onesti si viene infangati totalmente, grazie. Antonio Longo. (È gradito un riscontro, se possibile)») giungano da qui i nostri più cordiali saluti.                

 

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