«Egregio Direttore Dr. Fabio Buonofiglio, consentimi di esprimere il mio pensiero sulla nuova realtà del Comune unico e della recrudescenza dei reati in genere. Al momento la classe politica non ha fatto capire assolutamente nulla, sull’importanza della nuova città e sul nuovo assetto del controllo del territorio e dell’amministrazione della giustizia, che si è venuto a creare con la fusione. Ed allora ho sentito la necessità di offrire il mio contributo che ti chiedo di voler pubblicare.

Con la nuova città il dirigente del Commissariato di Pubblica sicurezza (foto in alto) ha assunto anche la funzione di Autorità locale di Pubblica sicurezza del vecchio Comune di Corigliano (prima codesta funzione era svolta dal sindaco di Corigliano). Il Commissariato quindi, ha esteso la sua competenza, in termini di controllo del territorio, anche sul vecchio Comune di Corigliano, senza però vedersi aumentare l’organico in servizio nel Commissariato. Quindi gli uomini del Commissariato sono gli stessi, ma la popolazione ed il territorio, sul quale garantire l’ordine e la sicurezza pubblica, sono raddoppiati. Va da se che l’unificazione dei due Comuni, fin quando non sarà raddoppiato il numero dei poliziotti del Commissariato, ha sottratto forze di polizia pro-capite al compito istituzionalmente assegnatole.

 

Inoltre, la nuova realtà comunale impone a breve la formalizzazione della Provincia nel nuovo Comune di Corigliano Rossano, poiché è assurdo e comunque sarebbe l’unico caso in Italia, pensare che un Comune più piccolo (Cosenza) resti capoluogo di un Comune più grande (Corigliano Rossano). La formalizzazione quindi della provincia prevedrà poi l’istituzione di una Questura e di una Prefettura con i relativi organici in termini di personale. Ciò impone, nell’attesa, l’aumento dell’organico del Commissariato che dovrà istituire due pattuglie di volante h24 per vigilare sia sul versante Rossano sia sul versante Corigliano e garantire così, attraverso la loro presenza, la nostra sicurezza. 

 

 

La recrudescenza dei reati di cui giornalmente si riempiono le cronache giornalistiche sono lì a testimoniare l’inderogabilità dell’aumento del personale della polizia. I reati spesso vengono collegati alla mancanza di lavoro per giustificare la scelta di vita di chi delinque, senza mai affrontare la tematica del perché manca il lavoro alle nostre latitudini. Questa comunque è un’altra tematica che coinvolge il freno illegale che pone l’amministrazione e lo scoraggiamento totale che impone la magistratura. Solo ad esempio, e per ora mi fermo qui, voglio ricordare che negli anni Novanta, per avere io la concessione edilizia per costruirmi la casa, ho dovuto prima querelare un ingegnere del Comune di Rossano e poi mi è stata data la concessione edilizia. Naturalmente in quella circostanza l’ingegnere non ha ricevuto nemmeno un avviso di garanzia mentre io sono stato processato per calunnia per poi essere assolto dopo 5 anni. Per quanto riguarda il versante giustizia (vedasi chiusura del tribunale di Rossano), fin qui, i nostri politici, non hanno mai aperto una discussione, e comunque non è stato mai pubblicamente processato l’operato dei giudici dell’ex tribunale di Rossano. Attraverso il pubblico processo dell’operato dei giudici si sarebbe potuto capire se era proprio necessario trasferire il tribunale o se sarebbe stato sufficiente trasferire solo alcuni giudici per risolvere il problema. Comunque, ora anche questo problema può ritenersi avviato a soluzione poiché la formalizzazione prossima dell’istituzione della Provincia Corigliano-Rossano imporrà anche l’insediamento di un tribunale anche più corposo di quello che avevamo. Naturalmente compete a noi cittadini ed in particolare alla politica ed ai giornalisti, custodirci quello che riceveremo, attraverso un controllo incessante, per processare con regolarità l’operato della nuova amministrazione e dei dirigenti comunali, nonché dei giudici per scongiurare così, il ripetersi di situazioni incresciose come quelle che hanno portato alla chiusura del tribunale ed allo svuotamento sistematico di tutte le altre strutture statali (vedasi Inps, ospedale eccetera). Cordialmente, Salvatore Iacoi (foto), già ispettore capo presso il Commissariato di Pubblica sicurezza di Rossano»

 

 

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