Contatti con Fino, Pistoia e Viteritti. Opposizione interna contro la “corsa” regionale di Tavernise supportata dai quattro parlamentari

 

Con una rappresentanza parlamentare mai vista prima – ben quattro tra deputati e senatori – anche quando Corigliano e Rossano erano due Comuni distinti a differenza d’oggi con la nuova grande città unica, la logica, oltre che la matematica politica, direbbe che per la conquista della poltrona di primo sindaco di Corigliano Rossano il risultato delle elezioni comunali del prossimo 26 maggio dovrebbe contenere un’ipoteca, se non un pignoramento vero e proprio, iscritti da parte della forza politica, peraltro di governo, che da sola esprime gli stessi quattro parlamentari. Parliamo ovviamente del Movimento 5 Stelle dei deputati Francesco Forciniti, Elisa Scutellà e Francesco Sapia, e della senatrice Rosa Silvana Abate (insieme nella foto). Ma logica e matematica in politica spesso vanno a farsi friggere e, rebus sic stantibus, il caso del M5S di Corigliano Rossano potrebbe diventare un vero e proprio caso di studio accademico. Già, perché a meno d’un anno dalla sua straripante vittoria elettorale del 4 marzo 2018 ed a pochi mesi dall’appuntamento elettorale comunale, il M5S non ha ancora un candidato sindaco.

Se vi fosse una normalità nelle cose della politica esso candidato sarebbe già da un pezzo nelle piazze tra i cittadini di Corigliano Rossano, sarebbe già da tempo in campagna elettorale insomma. Invece no. Perché il M5S un candidato ancora non ce l’ha. Ce l’ha già — al contrario – per le prossime elezioni regionali che si terranno ben dopo le comunali: schizofrenie della politica moderna, quella del cambiamento! Sì, perché dallo scorso 6 ottobre, per chi non lo sapesse, il M5S ha un candidato jonico per il Consiglio regionale: Davide Tavernise, attuale consigliere comunale in quel di Crosia.

 

Per AltrePagine non è affatto un volto nuovo Tavernise: c’eravamo già occupati di lui tempo addietro e non per cose politiche, bensì per per una vicenda tutt’altro che edificante LEGGI QUI: Il consigliere grillino col “vizietto”. 

 

Ebbene, lo scorso 6 ottobre Tavernise s’è autocandidato per le elezioni del prossimo Consiglio regionale, ufficializzando la cosa nel corso d’una pubblica manifestazione del M5S nel palateatro comunale di Mirto Crosia, sostenuto da tutt’e quattro i parlamentari jonici di Corigliano Rossano, anch’essi presenti a quella manifestazione insieme al senatore Nicola Morra di Cosenza. Per la verità, qualcheduno dei parlamentari avrebbe – seppur timidamente – “censurato” la fuga in avanti del consigliere comunale di Mirto, ma a partire da quella data, comunque, gli stessi quattro parlamentari jonici di Corigliano Rossano se lo portano dietro in ogni manifestazione politica e in ogni dove della provincia di Cosenza, presentandolo alla gente proprio come il loro candidato al Consiglio regionale.

 

Questo ci rivelano gli ambienti minoritari e d’opposizione interna del M5S, secondo i quali Tavernise avrebbe infranto le regole interne del Movimento tant’è che ne stanno invocando l’espulsione. Il consigliere comunale di Crosia sarebbe stato, infatti, già “segnalato” da molti altri attivisti alle autorità competenti del Movimento, ma, sentendosi ben protetto dai quattro parlamentari jonici di Corigliano Rossano lo stesso prosegue la propria campagna elettorale ante litteram. Tra i quattro parlamentari e Tavernise, ci svelano ancora gli oppositori interni al M5S, vi sarebbe stato un patto di ferro: loro in Parlamento e lui in seguito alla Regione. Ciò sarebbe stato deciso durante la campagna elettorale per le politiche del 4 marzo dell’anno scorso, dal momento che Tavernise non poteva candidarsi per il Parlamento poiché il proprio mandato elettivo da consigliere comunale finirà soltanto il prossimo mese di maggio.

 

La senatrice Abate e la deputata Scutellà: alle loro spalle il consigliere crosiota Davide Tavernise

 

IL “VORTICE” DEI CANDIDABILI A SINDACO Ad ogni buon conto, il M5S locale un candidato a sindaco per Corigliano Rossano lo sta cercando, eccome se lo sta cercando. Da quel che risulta ad AltrePagine vi sarebbero stati contatti con Antonio Fino, insegnante, uomo d’estrema destra, già in passato vicesindaco dell’ex Comune di Corigliano con l’ex sindaco Giuseppe Geraci cui lo stesso Fino s’è riavvicinato – dopo anni di freddo – proprio durante l’ultimo recente mandato da sindaco dello stesso Geraci. Che lo sponsorizzi proprio Geraci il nome di Fino col M5S? 

 

Antonio Fino

 

Ma il M5S è capace di passare dall’estrema destra all’estrema sinistra in men che non si dica! Ed ecco che emergono altre indiscrezioni su contatti e colloqui che sarebbero intercorsi tra la senatrice Abate ed Antonio Pistoia, stimatissimo dirigente scolastico cittadino, fine uomo di cultura e già dirigente di Rifondazione comunista. Contatti e colloqui che avrebbero provocato scosse all’interno del M5S tra la stessa senatrice Abate ed un attivista molto vicino a Pistoia, il quale, probabilmente dopo averne suggerito il nome alla stessa senatrice, sarebbe stato dalla stessa bypassato, non avendo lei richiesto d’essere dallo stesso “accompagnata” nella fase dei contatti e dei colloqui. Nulla di fatto, comunque, perché Pistoia, pur lusingato per la candidatura offerta, avrebbe ringraziato ed elegantemente rifiutato.

 

Antonio Pistoia durante una giornata di svago in campagna

 

Si va quindi verso Fino? Probabilmente no. Già, perché vi sarebbe un altro nome nel vorticoso giro delle possibili o impossibili candidature del M5S, che con ogni probabilità sta continuando pure con altri nomi. Emerge, infatti, pure quello di Angelo Viteritti, ingegnere originario del vicino Comune di San Giorgio Albanese ove in passato è stato pure candidato senza successo a sindaco, ma residente ed operante professionalmente nel coriglianese, politicamente collocatosi in modo assai variegato tra destra, centro e sinistra, avendo abbracciato nel passato recente e meno recente svariate appartenenze. Staremo a vedere…

 

Angelo Viteritti

 

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