C’è un ospedale da anni morente, anzi sono due, almeno un tempo lo erano. Già, perché poi l’hanno reso “unico”, quel mezzo che era rimasto, e l’hanno chiamato Spoke, in inglese, la lingua internazional-diplomatica che quando t’inculano in Calabria, nella Sibaritide, a Corigliano Rossano, poi ti fa meno male… il buco del culo. Si chiamavano e si chiamano “Guido Compagna” e “Nicola Giannettasio”: poi un tale di contrada Ogliastretti tre lustri or sono s’è inventato quel fantomatico “Nuovo ospedale della Sibaritide” e proprio da lì è cominciata l’inculata sanitaria per i cittadini di Corigliano Rossano e della Sibaritide. Quel tale si chiamava e si chiama ancora Franco Pacenza (foto a destra) ed è nel giro della politica che in Calabria “conta” da ben ventiquattro anni: era il 1995 quando disse addio alla classe operaia che spaccia d’aver difeso negli oramai dimenticati anni del suo sindacato, la Cgil, per entrare in quel Palazzo regionale da cui non è mai più uscito. Oggi è il braccio destro del “governatore” della Calabria Mario Oliverio e quello sinistro (nel senso d’aggettivo) dell’aspirante primo sindaco di Corigliano Rossano, il medico Gino Promenzio (foto a sinistra), l’inventore della nostrana “Città a misura di bambino”, l’inculata dell’Anno del Signore 2019, per intenderci.

Frattanto le “politiche” sanitarie regionali degli ultimi vent’anni – Oliverio e Pacenza attori protagonisti e da Oscar – hanno inferto coltellate e coltellate a Guido e a Nicola (Compagna e Giannettasio). Per quanti non lo sapessero oppure non l’avessero ancora capito, il garante politico della candidatura di Promenzio alle prime elezioni comunali di Corigliano Rossano che si terranno il 26 maggio oramai prossimo è proprio il suo braccio sinistro (nel senso d’aggettivo) Pacenza, che il medico suo protetto da anni chiama Compà Franco. E nel più vero dei sensi, perché proprio compà Franco fu il suo testimone di nozze, al tempo. Oggi l’ennesima coltellata ha colpito Guido (Compagna), una delle tante e che vengono da lontano, dagli anni dell’epopea di compà Franco alla Regione. Per la cronica e progressiva mancanza di personale medico e sanitario, infatti, alle 14 il primario della Pediatria s’è visto costretto a chiudere i ricoveri dei bambini nel proprio reparto.

 

Alfonso Caravetta

 

Passa soltanto qualche minuto e un candidato nelle liste del medico aspirante sindaco e del suo compare si butta a pesce proprio in ospedale e proprio lì, in Pediatria: Alfonso Caravetta compare di fronte a una telecamera a farsi riprendere nella propria campagna elettorale Pro(menzio)-ospedale, perorando una manifestazione di protesta. Già credibilissima con Promenzio e compà Franco, Caravetta nei minuti successivi su Facebook polemizza coi quattro parlamentari locali del Movimento 5 Stelle e in particolare col povero (si fa per dire) Francesco Sapia, il quale con grande impegno s’occupa di sanità soltanto da un anno a questa parte. Dalla Pediatria senza bambini di Guido (Compagna) e dalla “Città a misura di bambino” di Promenzio, compà Franco ed Alfonso Caravetta, per il momento, è tutto…  

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