Il sindaco Stasi vorrebbe l’ingegnere concittadino Nilo Domanico, progettista di successo da anni in Africa, ma il vice Malavolta e i suoi tirerebbero il freno…

 

 

L’orizzonte verso l’assunzione delle due nuove figure professionali destinate ad andare a completare la dirigenza amministrativa del Comune di Corigliano-Rossano è oramai quasi raggiunto. Sono quasi completate, infatti, le procedure di selezione relative ai due avvisi pubblici emessi alla fine dello scorso mese di dicembre dal sindaco Flavio Stasi, e finalizzati al conferimento degl’incarichi di dirigente del Settore Lavori pubblici e del Settore Economico-finanziario in forza dell’articolo 110 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali. Avvisi pubblici che molti osservatori – sbagliando grossolanamente – hanno inteso come concorsi, ma che concorsi non sono affatto. Avvisi pubblici di cui il sindaco Stasi avrebbe potuto fare tranquillamente a meno, dal momento che il noto articolo della nota legge richiamata gli consente, con la più ampia facoltà discrezionale, d’assumere ad incarico fiduciario, seppur con contratti di lavoro a tempo determinato, le figure dirigenziali di cui deficita la pianta organica comunale.

Avvalersi dello strumento dell’avviso pubblico, con una Commissione interna al Comune chiamata a valutare titoli e curricula degl’interessati, a selezionarli, a colloquiare con ciascuno dei selezionati per mandare infine gli stessi selezionati a colloquio col sindaco che per prerogativa discrezionale propria sceglierà colei o colui cui affidare l’incarico contrattuale, può quindi rivelarsi come una colossale sceneggiata, come un’illusoria farsa. Tanto per quanti hanno formalmente espresso interesse all’affidamento dell’incarico  – eccezion fatta per una o uno d’essi – tanto per la cittadinanza amministrata che legittimamente può dubitare sull’effettiva meritocrazia che ha “presieduto” o meno all’intera fase finalizzata a tale affidamento. 

 

Per il Settore Economico-finanziario, benché manchi la nomina del sindaco, le indiscrezioni che trapelano dai corridoi del municipio la individuano in Claudia Santoro, attuale funzionaria dell’Ufficio di Ragioneria del Comune di Vibo Valentia, la quale potrebbe essere preferita dal sindaco nella “rosa” dei quattro mandatigli a colloquio dalla Commissione interna al Comune. È sulla scelta del dirigente dei Lavori pubblici, e dunque sulla sua nomina da parte del sindaco Stasi, che invece, da giorni, si sarebbe innescato uno scontro politico interno alla sua giunta che investe pure parte della maggioranza in Consiglio comunale. Oggi sarebbero terminati i colloqui con gl’interessati interni, ovverosia coloro che sono dipendenti del Comune e che avevano presentato domanda. Purtuttavia è su qualcuno degli esterni già selezionati – e forse favorito perché la pianta organica comunale va rafforzata pure nel numero – che si starebbe consumando, lo scontro politico in atto. Nomi e cognomi. Il sindaco Stasi, in cuor suo, e da qualche giorno confortato pure dal segretario generale del Comune Paolo Lo Moro il quale presiede la Commissione interna di valutazione, avrebbe già scelto il dirigente tra i sei interessati coi quali ha avuto recenti colloqui. Si tratta dell’ingegnere coriglianrossanese Nilo Domanico, 52 anni, il quale da anni esercita con successo la propria attività professionale di progettista d’opere pubbliche nei continenti asiatico ed africano, e in particolare in Egitto, nello Yemen, negli Emirati Arabi e nell’Oman.

 

L’ingegnere Domanico mostra il quadro di quello che sarà il più grande giardino botanico del mondo ai governanti dell’Oman  

 

Recentemente nominato vicedirettore del progetto e direttore dei lavori di costruzione di un’opera enorme, l’Oman botanic garden, il più grande giardino botanico del mondo, un progetto da 312 milioni d’euro, Domanico dirige un gruppo di circa 50 tra ingegneri ed architetti provenienti da numerosi stati dell’Europa e del mondo, ed 80 botanisti in un cantiere che vede ogni giorno all’opera circa 3000 lavoratori. Qualche mese fa, l’ingegnere Domanico aveva regalato al Comune di Corigliano-Rossano il futuribile e – perché no? – effettivamente realizzabile progetto per una cabinovia di collegamento dei quattro più grandi centri urbani di questa terza città della Calabria ancora tutta da realizzare, vale a dire un dettagliato studio tecnico per una cabinovia urbana che colleghi con un percorso circolare i due centri storici ed i grossi centri urbani delle due frazioni Scalo nel tempo di meno di 10 minuti e con una capacità di trasporto di 2400 persone l’ora, che, una volta finanziato, potrebbe vedere impiantati i mezzi dopo circa un anno di lavori.

 

Il progetto di cabinovia coriglianrossanese dell’ingegnere Domanico

 

Il potenziale nuovo dirigente dei Lavori pubblici non sarebbe però “gradito” a certa parte dell’amministrazione. Già, ma a chi? Per primo – pare – proprio al vicesindaco Claudio Malavolta (nella foto in alto a destra del sindaco Stasi), e, a stretto giro a seguire agli altri del suo gruppo tra amministratori e consiglieri comunali della lista civica “Corigliano-Rossano domani”, ma non… domani-co! Qualche questione personale, antipatie? No. Nulla di ciò. E allora, perché? La motivazione – fosse davvero questa – sarebbe davvero banale: Domanico è bravo, brillante, ha un curriculum d’esperienze che fa invidia, però è… rossanese. Forse coriglianrossanese, forse adesso un po’ più africano di quando era partito dalla Calabria, però pare parli benissimo l’inglese, mentre, nel Comune di Corigliano-Rossano, troppo spesso si parla e si scrive a stento in quella che dovrebbe essere la lingua madre e che non è il “coriglianese” né il rossanese”, bensì la lingua italiana…

 

I quattro centri urbani della città che potrebbero essere collegati dalla cabinovia concepita da Domanico

 

 

 

 

 

 
 

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