Il pluripregiudicato 60enne Cosimo Forte detto “Maciste” lo scorso 5 gennaio avrebbe scassinato l’abitazione di un’insegnante a dispetto del fatto che si trovava agli arresti domiciliari

È accusato d’essersi introdotto nell’appartamento d’una insegnante scassinandone un infisso e d’avere consumato il furto d’alcuni oggetti preziosi della signora, dopo avere messo a soqquadro gli armadi e rovistato dappertutto.

Il fatto è accaduto lo scorso 5 gennaio, nella popolosa frazione marina di Schiavonea, a Corigliano-Rossano. L’uomo era stato riconosciuto da un testimone oculare, e il suo nome era finito dritto dritto nella denuncia. Anzi, in più d’una denuncia, come vedremo.

Sì, perché il presunto ladro, Cosimo Forte, 60 anni, detto “Maciste” e noto pluripregiudicato coriglianese, il 5 gennaio era agli arresti domiciliari, regime detentivo in cui fino a stamattina si trovava perché accusato d’una rapina compiuta all’interno di un’altra abitazione del luogo. Quindi sarebbe evaso proprio per compiere un altro furto.

La vittima del 5 gennaio l’ha denunciato pure per molestie e pesanti minacce pronunciate al suo indirizzo: “Maciste”, infatti, a più riprese si sarebbe presentato sotto casa della signora – ubicata a pochi metri dalla sua stessa abitazione – dopo avere appreso che l’aveva denunciato ai carabinieri.

Svolti sopralluoghi e indagini, gli uomini dell’Arma hanno messo tutto nero su bianco e trasmesso il fascicolo alla Procura di Castrovillari. Il cui magistrato inquirente, stamane, ha ottenuto dal giudice per le indagini preliminari l’emissione della richiesta ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Il Tribunale di Castrovillari

La misura restrittiva è stata eseguita all’ora di pranzo. Intorno alle 13 di oggi, infatti, “Maciste” è stato prelevato dalla sua casa di Schiavonea dalle divise nere in forza alla Sezione operativa e alla Stazione dello Scalo coriglianese del Reparto territoriale cittadino guidato dal colonnello Raffaele Giovinazzo, per essere portato in caserma e subito dopo in carcere.

Nella caserma dei carabinieri dello Scalo, però, avrebbe avvertito un malore. Da qui il suo trasferimento con l’ambulanza del 118, immediatamente allertata dagli stessi militari dell’Arma, nel Pronto soccorso dell’ospedale “Guido Compagna”.

I carabinieri in ospedale al seguito dell’arrestato

Nulla trapela, al momento, sulle sue condizioni. L’arrestato è difeso dall’avvocato Francesco Sammarro del foro di Castrovillari. redazione@altrepagine.it