A gennaio 11 auto a fuoco sul piazzale aziendale dell’imprenditore Nociti, tra ieri mattina e stanotte colpiti Gatto e Maritato…  

È dallo scorso mese di gennaio che a Sibari si registrano maxi-incendi sui piazzali d’aziende locali che operano in settori svariati.

Era la notte tra il 9 e il 10 gennaio scorsi quando sul piazzale della ditta dell’imprenditore Giancarlo Nociti, attiva dalla vendita di bombole di gas alla rivendita e al noleggio d’autovetture, andarono a fuoco bel 11 automezzi (LEGGI QUI: Inferno di ‘ndrangheta a Sibari: 11 vetture incendiate sul piazzale di una rivendita d’auto).

Un inferno. Un incendio d’accertata matrice dolosa, con sottesa intimidazione di stampo ’ndranghetista al noto imprenditore. Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Cassano Jonio proseguono da allora, ma finora non hanno portato a nulla.

A distanza di poco più di tre mesi, ieri mattina sono andate distrutte dalle fiamme ben 30 auto all’interno d’un deposito di carcasse di vetture utilizzato per recuperare pezzi di ricambio da parte dell’officina Gatto.

L’incendio di ieri mattina nel deposito dell’officina Gatto

L’incendio è divampato verso le 10 in Via Peloponneso – a poche decine di metri proprio dalla locale caserma dei carabinieri – e ha prodotto una coltre di fumo nero visibile da diversi chilometri di distanza.

E a distanza di poche ore, questa notte un altro incendio ha distrutto più di mille balle di fieno e paglia che si trovavano all’interno d’un capannone della nota famiglia Maritato (foto d’apertura). Qui il fuoco ha pure distrutto un trattore agricolo.

Anche sugli ultimi due fatti – entrambi di chiara matrice dolosa – indagano i carabinieri del capitano Michele Ornelli coordinati dai magistrati della Procura di Castrovillari.

La domanda nasce spontanea: che sta succedendo da qualche tempo a Sibari? Che dietro tali maxi-incendi non vi possa che essere la mano occulta della ’ndrangheta non c’è alcun dubbio. Col fuoco si stanno consumando vecchi “regolamenti di conti” – antiche vendette, insomma – o tali grossi atti incendiari sottendono altro? redazione@altrepagine.it