Rispetto al sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi, quanto a film abbiamo sempre preferito ben altri generi e ben altri registi.

Tra quelli viventi, per esempio, Tornatore, Moretti e Sorrentino, mentre tra i grandi della storia del cinema che ci hanno lasciati, nel 1993 eravamo persino presenti alle solenni esequie di Fellini, perdipiù seduti fianco a fianco con un grande della musica come Francesco De Gregori in mezzo a quel popolo degli «immorali» di Stasi ma che amava il regista, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma (che qui c’è pure chi non ha vissuto tra il Cozzo di Rossano ed Arcavacata).

A proposito di Fellini, a Stasi ed ai suoi amici cinefili consigliamo la visione d’uno soltanto dei suoi capolavori, “I vitelloni”, in cui, assieme, potrebbero facilmente ritrovare i loro “antenati”.

Dal grande schermo, adesso è ora di passare a quelle che Stasi definisce «chiacchiere» in relazione ai concorsi pubblici banditi dal Comune che egli dice di «ben» amministrare, «con insinuazioni strumentali a tutto spiano che non accusano nessuno accusando tutti, cercando di mettere in discussione l’onorabilità delle persone, di coloro che fanno i commissari e dell’amministrazione».

Due giorni fa, il nostro giornale ha dato una notizia “carte alla mano”, denunciando un fatto accaduto proprio durante l’espletamento d’un concorso bandito dall’amministrazione Stasi, altro che «senza un mezzo argomento valido»!

Chi la butta «in caciara» evadendo l’“argomento”, sei proprio tu egregio Stasi, e fidati, il romanesco non ti s’addice per niente, perciò continua pure in dialetto rossanese…

Adesso rivelaci: chi «preferirebbe un concorso meno trasparente»?!

E ancora: chi «vorrebbe rallentare il ricambio e la rigenerazione del Comune, magari sperando di fare annullare con qualche trucchetto da quattro soldi un concorso “andato male” (a chi?!) o vorrebbe diffamare le persone (chi?!)»?!

L’unica “replica” che avrebbe dovuto fare un buon sindaco alla notizia, sarebbe dovuta essere quella d’annunciare (e ovviamente subito dopo di effettuare) una verifica interna sull’accaduto, rivolgendosi poi eventualmente alla Procura della Repubblica, luogo che Stasi quando non era sindaco frequentava molto assiduamente – quanto inutilmente – come sovente gli viene ricordato dal suo predecessore Stefano Mascaro.

Stante l’inerzia del sindaco tutt’appost, a denunciare formalmente il fatto, stamane, ci ha dovuto pensare il consigliere comunale Gino Promenzio, mentre il sindaco guardava “Il buono, il brutto, il cattivo” di Sergio Leone, finalmente un film di sceriffi discreto!

Ps La locandina d’apertura è d’autore ignoto, ma taluni l’attribuiscono a tale “Arcovio da Rossano”, contemporaneo. direttore@altrepagine.it 

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.