Cosimo D’Ambra, 49 anni, originario di Spezzano Albanese ma residente a San Lorenzo del Vallo, è stato inseguito dai carabinieri per parecchi chilometri. Ora è in carcere

Si tratta d’uno degl’imputati a piede libero nel processo anti-‘ndrangheta “Kossa” contro la supercosca Forastefano-Abbruzzese di Cassano Jonio.

Il pubblico ministero Alessandro Riello della Procura distrettuale Antimafia di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri, lo scorso 16 dicembre ne ha sollecitato la condanna a 2 anni di reclusione nel processo in cui ha richiesto pene per complessivi 120 anni di carcere.

E dalla tarda serata dello scorso 24 aprile, pure Cosimo D’Ambra (foto), 49 anni, originario di Spezzano Albanese ma residente a San Lorenzo del Vallo, come la stragrande maggioranza dei suoi coimputati in carcere, si trova rinchiuso nella casa di reclusione di Castrovillari.

Per una singolare, rocambolesca storia che ha visto i carabinieri di Castrovillari stringergli le manette ai polsi dopo che l’hanno scoperto in possesso d’una pistola calibro 38 special con matricola abrasa e relativo munizionamento.

D’Ambra, mentre era alla guida della sua auto di grossa cilindrata, non s’era fermato all’alt imposto da una pattuglia dell’Arma che si trovava a posto di blocco in un luogo poco distante proprio dall’ingresso di Castrovillari. Alla vista delle divise nere, l’uomo aveva accelerato, gettando dal finestrino l’arma – perfettamente funzionante – e varie munizioni dello stesso calibro.

Da lì è scaturito un inseguimento ad altissima velocità fino a Spezzano Albanese e fino a quando l’auto guidata da D’Ambra non è stata bloccata dai carabinieri, mentre altre pattuglie di rinforzo recuperavano l’arma clandestina e le munizioni gettate dal finestrino.

Porto abusivo d’armi e munizioni, resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione: queste le (nuove) accuse nei confronti di D’Ambra.

Pistola e proiettili si trovano adesso nel Reparto investigazioni scientifiche di Messina dei carabinieri, per accertamenti tecnici e balistici che saranno in grado di rivelare se l’arma sia stata utilizzata ed eventualmente in quali circostanze. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.