Che l’obiettivo numero uno – anzi unico – della fusione comunale Corigliano-Rossano per i rossanesi fosse la riapertura di quel ricettacolo di malaffare e di malagiustizia del fu tribunale di Rossano, giustiziato per decreto dallo Stato nel 2012 e nel cui palazzo fino alla fine i rossanesi e qualche loro accolito coriglianese avevano sguazzato facendosi i cazzi loro

a questa latitudine non è mai stato un mistero per nessuna persona di media intelligenza. 

La proposta di “legge” dell’onorevole Graziano…

Nell’ultimo decennio, sulla faccenda, le chiacchiere dei politicanti d’ogni partito, movimento, ordine e grado, hanno seguito un ciclico algoritmo: ogni qualvolta qualcuno di essi ne abbia parlato, la “cosa” è tornata di moda. “All’ultimo grido” la proposta di legge avanzata lo scorso 9 febbraio nel Consiglio regionale della Calabria dall’onorevole rossanese Giuseppe Graziano.

Si tratta d’un bizzarro canovaccio legislativo, elucubrato sulle scrivanie d’uno studio legale rossanese ed approvato all’unanimità dal Consiglio regionale lo scorso 13 aprile, dopo una facile quanto populistica attività di lobbying politica destra-centro-sinistra e chi più ne ha più ne metta da parte dello stesso onorevole Graziano.

Il consigliere regionale dell’Unione di centro Giuseppe Graziano

La Regione, dunque, che per l’articolo 117 comma 2 lettera l della Costituzione Repubblicana non ha alcuna competenza legislativa in materia di giustizia, essendo questa materia esclusiva dello Stato, ha politicamente fatto propria una gran cazzata “legislativa” e l’ha populisticamente trasmessa al Parlamento italiano, perdipiù a fine legislatura.

Proviamo soltanto a immaginare il Parlamento attuale che, a meno d’un anno dalle prossime elezioni politiche, s’impegna ad esaminare la “proposta di legge Graziano da Rossano” o altre cazzate similari che – così dicono a Rossano – potrebbero provenire da altre Regioni italiane dove dieci anni or sono sono stati soppressi tribunali per effetto della riforma della cosiddetta “geografia giudiziaria” italiana. C’è solo da ridere, ma proprio a panza all’aria.

Il movimento “Corigliano-Rossano pulita”, per intenderci la lista civica che in Consiglio comunale sostiene il sindaco Flavio Stasi, l’11 febbraio – giustamente – bollò la proposta Graziano come «L’ennesima puntata di un festival delle promesse».

Tre giorni fa, Stasi, già in affannosa quanto populistica campagna elettorale per le Comunali del 2024, come sovente accade ha pisciato in testa ai suoi amici:

«È stato avviato un percorso istituzionale ed operativo che mira ad ottenere, prima della fine della legislatura, degli atti concreti che vadano verso la riapertura dell’unico tribunale chiuso della Calabria, partendo ovviamente dalla proposta di legge regionale del consigliere Giuseppe Graziano, licenziata all’unanimità dal Consiglio regionale e dalla proposta di legge in tema di riordino della geografia istituzionale presentata dalla deputata Elisa Scutellà», e bla-bla-bla

Le pubbliche balle dell’onorevole Scutellà sbugiardate dall’onorevole Forciniti

L’onorevole rossanese Scutellà, del Movimento 5 Stelle e nell’attuale maggioranza di governo, lo scorso 27 aprile aveva pubblicamente annunciato che la sua, vale a dire un’altra proposta di legge per riaprire quel cesso fetente della “giustizia alla rossanese”, era stata «Calendarizzata in Commissione Giustizia: nei prossimi giorni sarà discussa per poi partire nel suo naturale iter parlamentare».

L’onorevole Scutellà del M5S è nella maggioranza dell’attuale Governo guidato da Mario Draghi

E pubblicamente aveva mentito, la deputata rossanese! A sbugiardarla, altrettanto pubblicamente, è stato un altro deputato, l’onorevole coriglianese Francesco Forciniti, lui ex M5S e all’opposizione dell’attuale Governo:

«In calendario della Commissione Giustizia alla Camera non esiste nessuna proposta di legge di riforma del sistema giudiziario. Né oggi né nei prossimi mesi. Idem la proposta di legge approvata dal Consiglio regionale, nessuno sa niente. E tutto questo a pochi mesi dal ritorno alle urne. Non c’è nessuna minima speranza di riaprire il tribunale in questa legislatura».

Parole chiare e tonde registrate venerdì sera nella sala consiliare del Comune di Corigliano-Rossano, dove il sindaco Stasi e la presidente del Consiglio comunale Marinella Grillo avevano chiamato a raccolta tutti gli “attori istituzionali” di zona proprio sulla faccenda del fu tribunale rossanese (Stasi nella foto d’apertura in alto).

L’onorevole Scutellà, sgamata nelle sue grossolane balle dal suo collega Forciniti, ha poi goffamente ammesso che nel calendario della Commissione Giustizia non c’è alcuna proposta, ma, con faccia tosta, ha rimediato affermando che «Se c’è la volontà politica si può modificare l’ordine del giorno»!

L’onorevole Forciniti ha lasciato il M5S con l’avvento dell’attuale Governo ed è all’opposizione, come gli altri due parlamentari coriglianesi, la senatrice Rosa Silvana Abate e il deputato Francesco Sapia

Del fu tribunale di Rossano non fotte niente a nessuno, eccetto che a “qualcuno”

Di come e di quanto la riapertura del fu tribunale di Rossano e della sua Procura della Repubblica non c’entrino una beata minchia con la lotta alla criminalità comune ed organizzata, o addirittura con la lotta alla ’ndrangheta, che – com’è noto a tutti, politicanti di zona compresi – è di competenza della Procura distrettuale Antimafia di Catanzaro, in questo decennio solo e soltanto noi di AltrePagine l’abbiamo scritto, riscritto e ribadito decine di volte, così come ci siamo occupati delle motivazioni che portarono all’allora soppressione di quel “tribunale” che bivaccò nel palazzotto che oggi staziona vuoto in Piazza Santo Stefano, al Cozzo del centro storico rossanese.

La prima del numero cartaceo di AltrePagine del 7 settembre 2012

Chi sa “leggere” nell’opinione pubblica locale, sa bene quanto la riapertura del fu tribunale di Rossano interessa soltanto a pochissime categorie sociali e professionali rossanesi e a qualche loro vecchio e nuovo zerbino coriglianese (questi ultimi in verità oggi in numero estremamente ridotto).

Un pezzo uscito sull’edizione cartacea del nostro giornale il 29 settembre del 2012, ad autorevole firma del noto e compianto avvocato penalista Salvatore Sisca

Della faccenda, infatti, alla stragrande maggioranza dei cittadini, non fotte un bell’onorevole cazzo.

Il “bestiario” di AltrePagine dell’anno 2012: gli attori politici rossanesi erano altri, ma

Che dire, poi, del “minimalismo” della politica rossanese, considerata la sua grande autorevolezza “all’estero”…

Già, perché dopo la fusione con Corigliano, che ha prodotto una città di ben 74 mila abitanti, anziché pretendere la riapertura di quel dannato tribunale potrebbe a giusta ragione rivendicare quantomeno una sezione distaccata della suprema Corte di Cassazione!

Su tale proposta non chiediamo alcun diritto d’autore: Stasi – di gran lunga il più bravo tra i politicanti di zona a gridare frottole dai palchi – può farla tranquillamente propria: ora, subito, adesso! direttore@altrepagine.it 

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.