Ecco tutta la verità di quanto (non) è successo in ben due anni con l’oramai imminente rischio di perdere gli uffici e gli sportelli coriglianesi di “Agenzia delle entrate-Riscossione”. Ovvero: quando si tratta di difendere Corigliano…

Chiunque osservi con asettica attenzione quel che accade nella Piana di Sibari, certamente s’è accorto che alla cosiddetta “terza città delle Calabrie” – come la stampa rossanese si masturba nel definire Corigliano-Rossano – altre realtà medie e piccole, Cassano Jonio per esempio, da qualche annetto le stanno facendo un culo così.

Il motivo? La scarsissima, per non dire nulla, autorevolezza di chi l’amministra, Corigliano-Rossano: il “sindaco” Flavio Stasi, la sua giunta, la sua maggioranza e la sua “opposizione” in Consiglio comunale e fuori da esso.

Il nostro amico e collega Raffaele Lulù Corrado li definirebbe “mezze calzette”. Noialtri, che non badiamo all’intimo dozzinale e men che meno amiamo il politichese, siamo persuasi che s’adatti assai meglio mezze pugnette (proprio per restare in linea con la mano destra ben allenata della stampa rossanese).

Già, perché a onor del vero, sono più Rossano, i rossanesi e Stasi, che Corigliano e i coriglianesi, a correr dietro a un ciarlatano come l’onorevole rossanese Giuseppe Graziano, consigliere regionale dell’Unione di centro. Lo stesso che, dopo avere inventato la legge istitutiva di questa gran cacata battezzata “fusione”, che il Consiglio regionale al tempo gli approvò per togliersi dai coglioni in un sol colpo tanto Corigliano quanto Rossano, oggi, con l’aiuto della fantasia “giuridica” che regna in qualche studio legale rossanese, laddove evidentemente col diritto ci si masturba e alla grande come l’ex ministro delle Finanze Giulio Tremonti con la sua “economia e finanza creativa”, ha prodotto una legge regionale, approvata all’unanimità dai cialtroni come lui che siedono a Palazzo Campanella in quel di Reggio Calabria, per modificare nientepocodimenochè la “geografia giudiziaria” italiana senz’averne titolo dalla Costituzione repubblicana! 

L’onorevole Graziano si occupa… di giustizia!

I rossanesi rivogliono quell’osteria della giustizia del loro fu tribunale…

Tutta quest’orgia onanista perchè lo Stato restituisca a Rossano ed ai rossanesi quell’osteria del diritto e della giustizia, quella cantina dal rutto libero, quel covo di malaffare per i cazzi propri di pochi ed i guai d’una popolazione perlopiù sana (di Corigliano, Rossano e del resto dell’ex circondario giudiziario) che da quel che fu e per grazia ricevuta da dieci anni non c’è più, vale a dire il tribunale di Rossano, non ha mai visto perseguire e condannare i veri malfattori di questa terra bensì solo e soltanto qualche ladruncolo di galline.

…mentre ai coriglianesi che “Equitalia” vada a finire a Sibari non fotte nulla!

Adesso è Corigliano che rischia  di perdere un ufficio pubblico e di gran lunga più importante d’un tribunale, perché con le cartelle esattoriali hanno a che fare davvero tutti-tutti e non già una minoranza di cittadini come col tribunale. Ai coriglianesi, però, sembra non fottergliene granchè, o meglio nulla…

L’ufficio dell’Agenzia delle entrate-Riscossione – l’ex “Equitalia”, per intenderci – sta per andarsene da Corigliano proprio in quel di Cassano Jonio, a Sibari. Dove il sindaco Gianni Papasso gli ha messo a disposizione a titolo gratuito degli ottimi locali uso ufficio di proprietà comunale, al posto dell’attuale sede coriglianese per la quale lo Stato paga il canone di fitto a un privato. 

Una delle vetrate degli uffici coriglianesi di “Equitalia”

Il paventato trasferimento di quest’ufficio pubblico da Corigliano non è affatto storia d’oggi e delle polemiche “politiche” di questi giorni. Nossignori.

Proprio a noi di AltrePagine, infatti, ne parlava il sindaco Stasi, un paio d’anni fa. Ci riferiva del “rischio cassanese” e della propria «soluzione a portata di mano» (sempre quella famosa e ben allenata mano rossanese).

Una cacata colossale: “alla Stasi”, praticamente. Il sindachetto, infatti, c’informava che aveva intenzione di “sloggiare” i vigili urbani coriglianesi dalla loro attuale sede ubicata nel palazzo comunale dell’ex hotel Zagara per trasferirli in centro storico (nel Palazzo Garopoli o nel Palazzo dell’Orologio in Piazza del popolo, ci riferiva) e avrebbe così trovato la sistemazione per “Equitalia”.

Chi tra voi lettori sia capitato negli uffici coriglianesi del “Comando” della polizia locale, certamente s’è vergognato per se stesso e per i vigili, proprio com’è capitato a noialtri. Sì, perché benchè si tratti d’un appartamentino all’ultimo piano dello stabile comunale in questione, esso è una vera e propria topaia. Un luogo indecente per le donne e gli uomini in divisa che vi sono costretti.

Di spalle, l’imbonitore Stasi durante la recente riunione coi sindacati

Torniamo all’oggi. Mentre Stasi s’incontra coi rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Ugl per aprire assieme – a distanza di due anni – una “vertenza”, viene attaccato dall’ex vicesindaco rossanese Guglielmo Caputo, rappresentante locale di Fratelli d’Italia, che proprio dell’ufficio coriglianese di “Equitalia” è un funzionario, ci lavora dentro. Caputo parla d’«incapacità di Stasi di rispettare gli impegni assunti, quando mise a disposizione i locali di Palazzo Zagara». È evidente che Caputo non conosce quel posto, oppure lo conosce ma fa finta di non conoscerlo…

Gugliemo Caputo

Lo conosce, invece, l’onorevole coriglianese Pasqualina Straface, consigliera regionale di Forza Italia anch’ella all’attacco di Stasi, ma propositiva rispetto a Caputo:

«S’individuino alcuni tra i numerosi locali pubblici attualmente inutilizzati sul territorio per metterli a disposizione quale nuova sede dell’Agenzia delle entrate-Riscossione: mi riferisco, ad esempio, ad alcuni locali siti all’interno di Palazzo Garopoli nel centro storico, nel Palazzo Zagara allo Scalo, nel Quadrato Compagna a Schiavonea nonché a tanti altri dei quali il Comune è in pieno possesso».

Pasqualina Straface

Noi di AltrePagine siamo pronti a giocarci una grossa scommessa, sperando di perderla. Da qui a poco qualcuno potrebbe togliere dal cilindro un’“ottima soluzione della faccenda”. Già, perché pensate che il Comune di Stasi e dei rossanesi a Rossano non abbia un funzionalissimo immobile che farebbe proprio al caso degli amici di “Equitalia”?! Per Corigliano e i coriglianesi, in fondo, si può sempre rimediare istituendo un ufficio nuovo di zecca: quello delle cose perdute… direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.