Tutti conosciamo Flavio Stasi, che da leone dei palchi si è trasformato in predatore della politica.

Dopo aver sistemato nei posti chiave quanti più conoscenti possibile (l’amico fedele in struttura, il compare d’anello al comune, il cugino alla Meris, il marito della cugina al canile comunale) o parenti di esponenti politici a lui vicini (vedasi il concorso vinto dallo zio di una esponente politica di area ambientalista candidata con Stasi nel 2016 e nel 2019), dopo aver messo fuori un bando per assegnare ad associazioni amiche la fantomatica custodia e tutela delle fantomatiche aree verdi cittadine, certo che nonostante tutto questo la sua rielezione sarà praticamente impossibile lo abbiamo visto tentare la scalata al grande nemico di sempre, il Partito democratico.

L’ex ministro Francesco Boccia e Stasi

Fallito il tentativo di dialogare con Boccia scavalcando la dirigenza regionale del partito, scelta che come unica conseguenza ha portato la Provincia di Cosenza ad essere letteralmente regalata ad un’incredula Succurro, adesso il buon Stasi si sta ridimensionando e sta cercando almeno di prendersi il Pd di Corigliano-Rossano.

Fallite le primarie, con la sua candidata arrivata ultima a grande distanza dai primi due, è riuscito comunque a infilare nel direttivo alcuni dei suoi fedelissimi (molti di area antagonista, una vita spesa a denigrare il Pd, a fare battaglie, adesso a leccare il culo a chi ha approvato provvedimenti tipo il Jobs Act). Ma tanto alla fine vale solo la fedeltà al capo, che prima o poi ricompensa con un posticino o una prebenda tutti i lacché di cui si circonda. 

L’ex consigliere comunale rossanese Teodoro Calabrò

La cosa più divertente è vedere i viaggi a Cosenza di Stasi con il grande nemico di sempre, Teodoro Calabrò, adesso diventato non solo compagno di partito ma amico fedele e chiave per contare qualcosa nel nuovo organigramma del Pd. Fa sorridere vedere i due ex nemici così affiatati andare e venire dal capoluogo Bruzio alla ricerca di appoggi per prendersi il partito e provare a farlo diventare stampella della traballante maggioranza di Stasi.

Ma tant’è, con somma vergogna di chi ha creduto nel sindaco Masaniello e nella sua presunta voglia di cambiamento, e si è dovuto ricredere. Stasi non ha esitato un attimo a mettersi in affari con quelli contro cui ha sempre puntato il dito dai palchi, certo com’è di essere al capolinea della sua esperienza amministrativa, ma avido di fare carriera in qualsiasi modo.

Mentre la città che avrebbe dovuto governare con trasparenza e competenza vaga nell’abbandono più totale di una classe politica mediocre e incapace.

Nell’attesa dei risultati del ballottaggio della segreteria cittadina di Corigliano-Rossano, porgo i miei saluti con viva cordialità a tutti coloro che hanno mantenuto la schiena dritta. 

Lettera firmata, ex militante del Pd

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