Riconosciutissimo uomo di cultura, stava per candidarsi a sindaco quando ha saputo d’essere indagato

Brillante docente d’Italiano e Storia, affermato poeta, scrittore e demologo, è notizia di ieri la sua affermazione tra i vincitori, per la “Sezione ricerca”, della 36^ edizione del prestigioso “Premio letterario nazionale Troccoli Magna Graecia” che si tiene ogni anno a Cassano Jonio.

Uomo di cultura riconosciutissimo nella sua Trebisacce, con ruoli importanti nell’associazionismo e nella politica, qualche settimana fa stava per presentare la propria candidatura a sindaco in vista della competizione elettorale comunale del prossimo 12 giugno.

Aveva dato forfait all’ultimo minuto il professor Piero De Vita, 65 anni, sposato, due figli, avendo da poco appreso d’essere indagato dalla Procura di Castrovillari. E per presunti reati gravissimi.

L’Istituto professionale di Trebisacce

La denuncia del dirigente scolastico, l’inchiesta di Procura e carabinieri, le testimonianze, l’arresto

Al professor De Vita è contestata una serie d’episodi di presunte molestie sessuali. Fatti dei quali sarebbe stato protagonista dal 2018 fino ad oggi, ai danni di giovani studentesse, tutte minorenni, della scuola dove insegna e dov’è stato anche vicepreside, l’Istituto professionale di Stato “Ezio Aletti” proprio della sua Trebisacce.

La recentissima premiazione di De Vita al “Troccoli Magna Graecia”

Ed è notizia di stamane il suo arresto, disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, Lelio Festa, su richiesta dei magistrati della locale Procura diretta da Alessandro D’Alessio.

La misura cautelare è stata eseguita dai carabinieri della Stazione trebisaccese. La magistratura l’ha assegnato ai domiciliari.

Il Tribunale di Castrovillari dove il professore si dovrà difendere dalle pesantissime accuse

Le indagini scaturiscono da diverse segnalazioni d’alcune alunne al dirigente scolastico dell’istituto, Alfonso Costanza, riguardanti i supposti comportamenti “ambigui” del professore. Lo stesso preside aveva poi denunciato modo circostanziato i fatti alla Procura.

Prim’ancora, il preside aveva trasmesso un fascicolo scolastico interno al Consiglio di disciplina ed all’Ufficio scolastico regionale, invitando il professore accusato a mettersi in aspettativa. De Vita si sarebbe opposto a tale richiesta, scattandosi un selfie davanti all’istituto scolastico, a mo’ di gesto finalizzato a sottolineare la correttezza d’ogni proprio comportamento.

Fondamentali, per le indagini, si sono rivelate le testimonianze di numerose studentesse, prevalentemente di Sibari, che hanno riferito d’atteggiamenti che l’insegnante avrebbe assunto nei loro confronti, spesso anche durante l’orario di lezione e in ogni caso sempre all’interno dell’istituto scolastico.

Le accuse, ovviamente, sono tutte da dimostrare: il professor De Vita è da considerarsi innocente fino all’ultimo grado dell’eventuale processo nei suoi confronti. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.