Intervista al noto imprenditore turistico coriglianese Natale Falsetta, presidente del Consorzio degli operatori turistici dell’Alto Jonio. L’elenco dei problemi del settore è lungo. «L’assessore Argentino? Con noi non s’è mai confrontato»

I dati – quelli meramente numerici – consacrano la grande città jonica di Corigliano-Rossano come la realtà comunale con la maggiore presenza di turisti italiani e stranieri in provincia di Cosenza.

Ecco infatti le cifre fornite dall’Osservatorio turistico regionale, aventi come anno di riferimento il 2018, quando la fusione tra gli ex comuni di Corigliano Calabro e Rossano era stata formalizzata da pochissimi mesi: Cassano Jonio 520.906 presenze annuali, Corigliano 482 mila e Rossano 221.824, ai primi tre posti, quindi Corigliano-Rossano risultava (e risulta tuttora) il Comune con più presenze turistiche della provincia di Cosenza.

Con l’avvenuta fusione il primato in provincia lo detiene proprio la città di Corigliano-Rossano, con quasi 704 mila presenze turistiche. E la ricaduta economica di questo dato di fatto è molto positiva.

Secondo le statistiche di Federalberghi, con riferimento all’anno 2015, nonostante vi siano regioni con dati migliori, la spesa pro-capite dei turisti in Calabria sarebbe di 67 euro al giorno, ma oggi si stima molto più alta, “complice” ovviamente pure l’aumento generale dei prezzi al consumo.

In termini puramente aritmetici, dunque, usando come riferimento gli ultimi “valori” conosciuti, le presenze turistiche a Corigliano-Rossano muovono circa 50 milioni di euro l’anno. Annualmente, in città, il turismo che muove da alberghi, villaggi vacanze e bed and breakfast vale tanto.

La bandiera tedesca sulla spiaggia simboleggia la costante massiccia presenza di turisti teutonici a Corigliano-Rossano

È del tutto evidente come il turismo rappresenti già una delle voci più importanti nell’economia generale di Corigliano-Rossano. Purtuttavia le sue potenzialità sono molto più alte. Potenzialità che si riverbererebbero in modo positivo, ovviamente, anche in termini occupazionali, come per le attività commerciali e di ristorazione cittadine.

Gl’imprenditori del settore turistico questo lo sanno bene. La loro professionalità, però, è troppo spesso costretta a scontrarsi con chi, governando la cosa pubblica, mostra scarsissima attenzione per non pregiudicarle quelle enormi potenzialità.

Ne abbiamo parlato con uno dei più noti e riconosciuti imprenditori del turismo coriglianese, Natale Falsetta (nella foto d’apertura), patron del “Salice Club Resort”, bellissimo centro vacanze balneare aperto tutto l’anno e d’estate frequentatissimo.

Il prato inglese davanti a una delle terrazze vista mare del “Salice Club Resort”

Falsetta ha 50 anni d’esperienza nel settore e da svariati anni è anche il presidente del Consorzio degli operatori turistici dell’Alto Jonio cosentino (CotAJ), cui aderiscono gl’imprenditori del settore dell’intera costa jonica cosentina, dal Comune di Rocca imperiale fino a quello di Cariati.

Che problemi vive il settore del turismo in città?

«Cominciamo col dire che con una buona pianificazione della Tassa comunale di soggiorno il territorio di Corigliano-Rossano potrebbe presentarsi agli occhi dei turisti più pulito e decoroso:

basterebbe poco, con interventi mirati volti al miglioramento del decoro urbano, della manutenzione delle strade soprattutto nei pressi delle aree turistiche, della pulizia delle erbacce, d’una più corretta e precisa segnaletica turistica stradale e d’una programmazione d’eventi proiettati alla promozione del territorio.

Le spiagge coriglianesi affollate di bagnanti

Questo renderebbe il nostro territorio più attraente, una meta turistica più ambita, come altre località italiane che offrono molto meno di noi quanto a luoghi storici e patrimonio naturalistico, ma che grazie al virtuoso impegno delle amministrazioni locali che le governano conseguono risultati migliori di quelli che invece noi ci limitiamo ad inseguire oramai da tempo.».

L’amministrazione del sindaco Flavio Stasi ha cambiato rotta rispetto alle amministrazioni precedenti?

«No. Purtroppo devo denunciare la totale assenza dell’attuale amministrazione comunale, che non sta mostrando attenzione alcuna ad una parte importante dell’economia della nostra città:

nessuna iniziativa incisiva è stata mai intrapresa, rispetto a quelle che citavo prima solo a titolo esemplificativo, nonostante l’incasso da parte del Comune del considerevole gettito della Tassa comunale di soggiorno.».

Ci faccia capire meglio.

«Devo essere più esplicito? Mai come adesso, negli ultimi 30 anni, il turismo di Corigliano è stato così ignorato, mortificato ed abbandonato: una vera e propria quanto inaspettata delusione da parte di un’amministrazione di giovani ai quali avevamo affidato molte speranze, che avrebbero dovuto portare una ventata di novità positiva.

In 50 anni che lavoro in questo settore, non m’era infatti mai capitato che un assessore al Turismo e alla Promozione del territorio, Costantino Argentino, insediatosi oramai da quasi un anno, non abbia sentito la necessità politico-istituzionale d’incontrare gli operatori del settore per ascoltare le loro problematiche e per esplorare se si possa intraprendere un percorso di collaborazione.».

Il sindaco Flavio Stasi

Lei al sindaco Stasi e all’assessore Argentino cosa proporrebbe, qualora finalmente v’incontraste?

«Oggi, proprio attraverso la Tassa comunale di soggiorno, le risorse pubbliche per il settore Turismo ci sono, ed insieme agli operatori il Comune dovrebbe avere un piano d’investimento della tassa stessa, considerando che il turista la versa alle strutture ricettive, i cui titolari, che praticamente fanno gli “esattori”, versano gl’introiti direttamente nelle casse del Comune.

È chiaro quindi come sia necessaria una proficua collaborazione tra i titolari delle strutture ricettive e il Comune, che non può pretendere solo e soltanto che noi gli facciamo da esattori per rimanere poi sordo alle problematiche che da più fronti gli operatori sottopongono agli amministratori comunali stessi.

A tal proposito, è bene spiegare che il versamento della Tassa comunale di soggiorno qui da noi è una libera scelta individuale del turista, considerate le degradate condizioni urbane in cui esso s’imbatte durante il proprio soggiorno:

il turista stesso, infatti, potrebbe decidere, attraverso la compilazione d’appositi modellini forniti dalle associazioni di categoria alberghiere, di non voler versare la tassa, costringendo quindi il Comune a dover avviare apposite azioni di recupero del credito, sia in Italia che all’estero, che diverrebbero anti-economiche per il Comune stesso, annullando di fatto un importante introito per le casse pubbliche. E questo naturalmente dispiacerebbe molto a noi operatori turistici, dato che si potrebbe fare molto proprio con gl’introiti della Tassa comunale di soggiorno…».

A questo punto la domanda sorge spontanea: l’amministrazione Stasi come le risulta l’abbia reinvestita la Tassa comunale di soggiorno? 

«Certamente per altri scopi, come da ultimo l’iniziativa “Spiagge libere, sicure e senza barriere”, assai discutibile ed assai discussa anche e soprattutto per l’affidamento “amicale” denunciato proprio dal suo giornale, e per piccole feste organizzate per allietare i residenti delle varie frazioni comunali…

Ma queste “regalìe” non c’entrano proprio un bel nulla col turismo, perché è esso a generare l’introito della tassa di soggiorno. È dunque evidente come l’amministrazione del sindaco Stasi preferisca reinvestirla laddove essa andrà magari a produrre voti futuri a se stesso, catturati così ai cittadini residenti e a discapito del turismo che produce invece benessere all’intera comunità.».

L’assessore al Turismo e alla Promozione del territorio, Costantino Argentino

Altri problemi, o questioni non affrontate e dunque irrisolte? 

«Un elenco completo sarebbe lungo, davvero. Il problema più grave, oggi, è il degrado delle aree turistiche, che vivono nell’assoluto abbandono. All’esterno dei villaggi, degli alberghi e dei campeggi la spazzatura oramai non viene più raccolta e la conseguenza diretta è la presenza di cani randagi che s’aggirano intorno ai cumuli d’immondizia in cerca di cibo e addirittura di qualche cinghiale.

Poi vi sono strade impraticabili ed impercorribili a causa delle buche, v’è sterpaglia che cresce ovunque senza nessuno che ripulisca, incrementando così il rischio d’incendi, spiagge libere sporche.

E mi consenta:

l’inverosimile sospensione della raccolta differenziata dei rifiuti, come accade nel mio resort che ospita circa mille turisti ed è privo di contenitori per la raccolta, nonostante più volte siano stati richiesti, una vergogna!

Da me questa situazione persiste da oltre 8 mesi e il sindaco Stasi ne è perfettamente a conoscenza sin dal primo giorno senza adoperarsi per trovare una soluzione, eppure con assoluta regolarità il Comune mi richiede il pagamento della “Tari”, la tassa sui rifiuti che nel mio caso s’aggira tra 25 e 30 mila euro l’anno, a fronte dei circa 30 mila euro di Tassa comunale di soggiorno che la mia struttura mediamente versa ogni anno al Comune!».

Tirando le somme…

«Corigliano-Rossano è la città più turistica dell’intera provincia di Cosenza per merito di tutti gli operatori che sanno fare il loro lavoro, ma ci scontriamo con un sindaco e un assessore che non fanno nulla per correggere le storture e colmare le carenze proprio per adeguarsi al ruolo di Comune “capofila” del turismo cosentino.

Eppure questo sindaco l’abbiamo sostenuto con passione, tenacia e fiducia:

purtroppo ci avevamo creduto!

Oggi la delusione è tanta: la nostra città meriterebbe invece amministratori capaci di gestire un percorso di crescita.». direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.