Assieme al 54enne Bruno Sposato, germano di Cosimo Rosolino, in cella pure il 29enne Francesco Cofone e il 45enne Giuseppe Curino: sono tutti originari delle contrade San Nico e Mandria del Forno

Il 1° luglio del 2019 nella popolosa frazione di Cantinella, a Corigliano-Rossano, dov’era stato visto per l’ultima volta e dove fu ritrovata regolarmente parcheggiata la sua motocicletta, si sono perse le tracce di Cosimo Rosolino Sposato (foto a destra), 43 anni, incensurato, ma al contempo noto negli ambienti investigativi perché ritenuto contiguo agli ambienti di ‘ndrangheta della Sibaritide.

Perciò, sin da subito, la magistratura inquirente ha ipotizzato che Sposato possa essere l’ennesima vittima della “lupara bianca” di questo lembo di Calabria. Che scotta, da sempre, sotto l’aspetto criminale. Sono trascorsi oramai più di tre anni e la fine di Sposato potrà raccontarla solo e soltanto qualche “pentito” di ‘ndrangheta del presente o del prossimo futuro.

Torniamo solo per un attimo a Cantinella: la frazione dista un chilometro appena dalle contrade San Nico e Mandria del Forno, dove Sposato era cresciuto assieme ai suoi germani. Figli di gente perbene e lavoratrice. L’anziano padre faceva l’agricoltore, un po’ come tutti nella sua zona, l’anziana madre una vita da bidella proprio nella scuola elementare di quelle contrade. La coppia di pensionati vive qui proprio in contrada Mandria del Forno nella disperazione di non sapere più nulla di quel figlio misteriosamente scomparso tre anni fa. 

Per i magistrati antimafia di Milano, Sposato, Cofone e Curino sarebbero contigui alla ‘ndrina dei Gioffrè di Seminara, nel Reggino

Oggi la famiglia Sposato torna alla ribalta della cronaca nera. E ancora una volta per fatti di ‘ndrangheta. A Saronno, in provincia di Varese, è stato infatti arrestato un fratello maggiore di Cosimo Rosolino Sposato.

Il 54enne Bruno Sposato (nella foto d’apertura, a sinistra), già noto negli ambienti investigativi di quella zona della ricca Lombardia, è stato destinatario, lunedì mattina, d’una ordinanza applicativa della misura cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari distrettuale di Milano, Luca Milani, su richiesta della Procura distrettuale Antimafia del capoluogo lombardo nella persona del sostituto procuratore Sara Ombra.

Le accuse? Associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata alle estorsioni e alle turbative d’asta. Quando i carabinieri gli si sono presentati al cospetto per prelevarlo e portarlo in cella, gli hanno dapprima perquisito l’abitazione trovandogli una pistola Beretta calibro 9, un’arma clandestina e dunque detenuta illegalmente.

Francesco Cofone

A Saronno, oltre a Sposato e ad altri suoi ritenuti affiliati, sono finite in carcere altre due persone anch’esse cresciute tra le contrade coriglianesi di San Nico e Mandria del Forno a Corigliano-Rossano. Si tratta del 29enne Francesco Cofone e del 45enne Giuseppe Curino, entrambi incensurati e pure loro figli di lavoratori agricoli perbene che risiedono qui.

Giuseppe Curino

Sono tutti ritenuti contigui alla ‘ndrina della nota famiglia Gioffré di Seminara, in provincia di Reggio Calabria. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.