Accusato di molestie sessuali da una ventina di ex allieve della scuola dove insegna, era stato arrestato il 31 maggio su ordine dello stesso giudice che oggi l’ha rimesso in libertà 

Colpo di scena. Dopo quasi due mesi trascorsi agli arresti domiciliari, è tornato il libertà il professor Piero De Vita (foto), 65 anni, di Trebisacce, brillante docente d’Italiano e Storia all’Istituto professionale di Stato “Ezio Aletti” della cittadina jonica in cui risiede

ma anche affermato poeta e scrittore, e vincitore di numerosi premi e riconoscimenti letterari. Insomma, un uomo di cultura riconosciutissimo nella sua Trebisacce e non solo, con ruoli importanti nell’associazionismo e anche nella vita politica. In passato era stato infatti consigliere ed assessore comunale, e addirittura non s’era candidato a sindaco alle ultime, recentissime, elezioni comunali di giugno, avendo appreso poco tempo prima d’essere indagato dalla Procura di Castrovillari.

Il clamoroso arresto

I magistrati inquirenti, diretti dal procuratore capo Alessandro D’Alessio, avevano poi richiesto al giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Lelio Festa, l’emissione d’una ordinanza applicativa di misura cautelare. E l’avevano ottenuta.

La mattina del 31 maggio scorso De Vita era stato arrestato dai carabinieri. Al docente è contestata una serie d’episodi di presunte molestie sessuali – a partire dal 2018 e fino al momento dell’arresto – ai danni di giovani studentesse tutte minorenni ed allieve proprio della scuola dove il prof insegna e dov’è stato anche vicepreside.

L’ingresso dell’Istituto professionale di Stato “Ezio Aletti”

Un arresto “clamoroso” per la comunità trebisaccese, considerata l’alta stima di cui il prof ha sempre goduto e che in questi due lunghi mesi d detenzione domiciliare dell’insegnante non sembra affatto essere venuta meno, anzi.

La genesi dell’inchiesta

Le indagini della Procura di Castrovillari scaturiscono da diverse segnalazioni d’alcune alunne al dirigente scolastico dell’istituto, Alfonso Costanza, riguardanti i supposti comportamenti “ambigui” del professore. Lo stesso preside aveva poi denunciato in modo circostanziato i fatti ai magistrati inquirenti.

Prim’ancora, il preside aveva trasmesso un fascicolo scolastico interno al Consiglio di disciplina ed all’Ufficio scolastico regionale, invitando il professore accusato a mettersi in aspettativa. De Vita s’era opposto a tale richiesta, scattandosi un selfie davanti all’istituto scolastico a mo’ di gesto finalizzato a sottolineare la correttezza d’ogni proprio comportamento.

Il Tribunale di Castrovillari

Fondamentali, per le indagini, si sono rivelate le testimonianze d’una ventina d studentesse, prevalentemente di Sibari, che hanno riferito d’atteggiamenti che l’insegnante avrebbe assunto nei loro confronti, spesso anche durante l’orario di lezione e in ogni caso sempre all’interno dell’istituto scolastico. Accuse, ovviamente, ancora tutte da dimostrare.

Le contro-indagini degli avvocati difensori

In questi due mesi i legali di fiducia del professor De Vita – gli avvocati Roberto Laghi ed Alberto Basile Carelli del foro di Castrovillari – non sono stati affatto fermi. Hanno svolto una corposa attività d’indagine difensiva, come il codice di procedura penale prevede.

Hanno chiesto ed ottenuto informative a tutti gl’istituti scolastici nei quali il professor De Vita ha insegnato negli ultimi 40 anni. E non è emerso nulla: neppure una lamentela, da nessuna parte.

Non solo. Nel corso delle loro indagini, i difensori del professor De Vita hanno formalmente interrogato ben 18 persone: testimoni di fatti contestatigli dall’ufficio di Procura, in particolare insegnanti suoi colleghi ed altre allieve che non figurano ovviamente tra le sue accusatrici.

Diciotto persone che non hanno mai sentito dal professor De Vita discorsi morbosi o comportamenti disdicevoli, o che siano state – nel caso delle ragazze – oggetto d’attenzioni particolari.

Sulla scorta di tale attività difensiva prodotta al giudice con la contestuale richiesta di liberare l’indagato, a disporre la remissione in libertà del professor De Vita è toccato proprio al giudice per le indagini preliminari Lelio Festa che lo scorso 31 maggio l’aveva fatto arrestare. La vicenda giudiziaria non può dirsi conclusa, ma la difesa ha certamente messo a segno un risultato importante. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.