Ecco i particolari che emergono dalla torbida vicenda sulla quale hanno indagato i carabinieri e che vede come presunta vittima il titolare d’un locale di Piazzetta Portofino a Schiavonea. Il magistrato ha bloccato i colloqui in carcere dei due arrestati coi loro avvocati

Si trovano rinchiusi in carcere a Castrovillari dalla notte tra giovedì e ieri con la pesantissima accusa d’estorsione mafiosa ai danni del titolare d’un locale pubblico di Piazzetta Portofino alla marina di Schiavonea, la piazza della movida estiva per antonomasia dell’intera città di Corigliano-Rossano.

A Fabio Barilari (foto in alto), 50 anni, coriglianese già condannato definitivo per associazione mafiosa ed estorsione, tornato in libertà da appena due anni dopo una decina trascorsi in carcere, e a Giorgio Arturi, 38enne anch’egli coriglianese e pregiudicato per traffico di droga, il sostituto procuratore di Castrovillari, Luca Primicerio, che quella sera aveva emesso i provvedimenti urgenti di fermo eseguiti dai carabinieri in forza alla Sezione operativa del Reparto territoriale di Corigliano-Rossano unitamente ai loro colleghi in forza al Reparto operativo del Comando provinciale di Cosenza, ha bloccato i colloqui coi loro appena nominati difensori, gli avvocati Giovanni Scatozza, Pasquale Madeo e Luigi Malomo del foro di Castrovillari.

Gli avvocati ancora non conoscono gli atti d’indagine

Nelle loro mani, i legali dei due indagati non hanno ancora nessun atto d’indagine, e dunque essi non conoscono alcunchè circa i contorni della presunta torbida vicenda estorsiva. Che ha visto ritornare in carcere il fratello minore di Maurizio Barilari, boss della ’ndrangheta attiva nell’intera Piana di Sibari e capo ‘ndrina di Corigliano fino al 2009, anno in cui finì in carcere, da allora detenuto in regime di 41-bis e oggi condannato definitivo per omicidi, associazione mafiosa ed estorsioni.

Il via vai dei due presunti estorsori e il danneggiamento del locale cui avrebbero imposto il “pizzo”

Circa l’estorsione che sarebbe stata compiuta da Fabio Barilari e Giorgio Arturi nei confronti dell’esercente del bar-kebaberia-rosticceria, un 35enne del posto, le poche notizie che sono riuscite a filtrare attraverso la coltre di fitto, fittissimo riserbo investigativo da parte di carabinieri e magistratura inquirente, rivelano che i due alle 20 circa di giovedì si sarebbero recati nel locale commerciale di Piazzetta Portofino, per poi uscirne poco dopo.

A testimoniarlo, vi sarebbero le registrazioni delle telecamere di video-sorveglianza, con ogni probabilità fatte installare proprio dai detective dell’Arma una volta acquisite le prime sommarie informazioni testimoniali relative alla denuncia di presunta richiesta estorsiva già avanzata dagli ambasciatori dei “signori del pizzo”.

Barilari ed Arturi, infatti, da quel che emerge, prima d’essere stati “esattori” della presunta tangente, per un po’ di giorni avrebbero vessato l’esercente attraverso ripetute richieste di denaro e persino danneggiato gli stessi locali dell’attività commerciale, agendo al fine di favorire gl’interessi d’un gruppo della criminalità organizzata locale. In mano agl’inquirenti vi sarebbero tutti i filmati comprovanti le ritenute condotte estorsive.

Fermati con oltre 3 mila euro in contanti

Al momento delle perquisizioni personali, veicolari e domiciliari dei due fermati, avvenuti intorno alle 21,45 di giovedì stesso, Barilari sarebbe stato trovato in possesso di 300 euro in contanti – che avrebbe giustificato ai carabinieri come un recente prelievo bancario – Arturi invece di 3 mila euro, che avrebbe giustificato come propri personali risparmi.

Se i numeri delle matrici di quelle banconote, sequestrate, fossero già a conoscenza dei carabinieri perché precedentemente segnati, e dunque se quelle stesse banconote siano la prova regina della consumata estorsione, al momento non è dato a sapersi.

ll fascicolo d’indagine sta per passare alla competenza dell’Antimafia di Catanzaro diretta dal procuratore Gratteri

Lunedì mattina, tra le mura del carcere di Castrovillari, è prevista l’udienza di convalida dei fermi dinanzi al giudice per le indagini preliminari del Tribunale della stessa città del Pollino, ovviamente alla presenza degli avvocati difensori dei due indagati. Dopo di che il fascicolo d’indagine trasmigrerà per competenza alla Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro guidata dal procuratore Nicola Gratteri. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.