Nei giorni scorsi, sul tavolo del capo centrista oggi alleato con “Italia Viva” di Renzi, sarebbe giunta una missiva sottoscritta da poco meno d’un centinaio d’accoliti del giovane, rampante ed avido primo cittadino… 

L’errore politico letale, Flavio Stasi (foto) l’ha commesso lo scorso inverno. Quando, sollecitato in Consiglio comunale, il sindaco di Corigliano-Rossano ha dichiarato d’essere «uomo di sinistra» – sparando una balla colossale, come leggerete tra poco – per giustificare la sua sfrenata ambizione d’allora.

Vale a dire di poter essere il candidato del Partito democratico alla presidenza della Provincia di Cosenza. Che, nella sua ottica solo carrierista e solo personalistica, avrebbe dovuto fargli da trampolino di lancio per il suo pensiero stupendo immediatamente successivo: essere poi candidato alla Camera dei Deputati (per il Senato della Repubblica Stasi non ha l’età, per passare dalla trasgressiva Patty Pravo alla morigerata Gigliola Cinquetti).

Protagonista indiscusso della recente sconfitta del Pd alle Provinciali

Errore grossolano, quella pubblica bugia, per di più pronunciata in una sede istituzionale dov’è registrata a verbale per gli annali politici cittadini. Già, perché con quel suo dire Stasi s’è giocato qualche possibilità magari nell’altra metà campo, quella del Centrodestra che gli è certamente più congeniale, e che, soprattutto, in Calabria è tornata allo stra-potere d’un tempo col potentissimo Roberto Occhiuto alla presidenza della Regione.

Sì, anche perché il Pd alla presidenza della Provincia non l’ha candidato, e dopo le elezioni provinciali a giusta ragione l’ha ritenuto protagonista indiscusso proprio della vittoria del Centrodestra con la presidente Rosaria Succurro, essendosi lo stesso Stasi candidato alla presidenza “rubando” al candidato del Pd Ferdinando Nociti i voti che gli sarebbero risultati bastevoli per vincere.

La fallimentare vicenda di Stasi era cominciata lo scorso mese di dicembre. Quando il giovane rampante ed avido sindaco, aveva, con la spregiudicatezza che lo caratterizza, offerto il classico “pacchetto” di tessere al Pd cittadino pro domo sua proprio per la presidenza della Provincia. Attraverso un nutrito gruppo di suoi accoliti che se Stasi gli ordinasse d’andarsi a buttare dal famigerato ponte di Catanzaro in men che non si dica sarebbe già all’imbocco autostradale di Tarsia, ma che non s’è mai interrogato sul perché, Stasi, la tessera del Pd non l’abbia invece mai presa…

… Stasi però oggi comanda il Pd cittadino attraverso il suo “umile servo” Madeo!

Oggi, benché dall’esterno, è proprio Stasi che comanda il Pd cittadino. È lui, infatti, che ha fatto eleggere il segretario “politico” Franco Madeo e oggi lo tiene ben fermo in pugno.

E qui altro che Tarsia: Madeo, infatti, aveva superato Altilia-Grimaldi già avantieri sera, quando aveva passeggiato con Stasi durante la “Notte bianca” nel centro storico di Corigliano per poi farsi fotografare con lui e con due strumentalizzati giovanottini democratici che, a notte inoltrata, con una e-mail avevano dato lo “scoop” fotografico alle redazioni dei giornali!

Stasi e il suo “umile servo” Madeo, però, non oltrepassano il confine Pd di Corigliano-Rossano…

Stasi, Madeo e i due giovani democratici “di contorno”

Le porte “che contano” del Pd restano tutte chiuse al sindaco

Quando lo scorso 21 luglio il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sciolto con qualche mese d’anticipo la legislatura e indetto le elezioni politiche per il prossimo 25 settembre, da ambienti stasiani ad AltrePagine erano giunte le eco delle bestemmie scandite dall’indomito sindaco. Che avrebbe preferito le Politiche al loro naturale appuntamento della prossima primavera, per avere più tempo nel caldeggiare qua e là la propria candidatura alla Camera.

Il giovanotto comunque non s’è perso d’animo, e con qualche addentellato Pd cui s’era imbattuto tra assemblee Anci (l’Associazione nazionale de Comuni italiani prediletta ad ogni livello da Stasi sempre pro domo sua) ed altri contesti, ci ha provato e riprovato.

Nulla da fare: non se l’è filato neppure un cane randagio di passaggio per fare arrivare il suo nome ad oltrepassare le porte del Pd che contano, e quindi sul tavolo romano al Nazareno.

L’appello dei suoi accoliti a Carlo Calenda

L’animo in pace? Macché. Stasi ha finalmente visto la luce in fondo al tunnel quando il Pd ha stretto l’accordo – durato pochissimi giorni – con Carlo Calenda del partito di “Azione”. Il patto, poi sfumato, prevedeva che ad “Azione” toccasse ben il 30% de collegi uninominali italiani.

È stato proprio in quel frangente che a Stasi dev’essere venuta in mente la genialata: fare arrivare il proprio nome proprio a Calenda. Oltretutto all’insaputa di chi il partito di Calenda lo rappresenta in Consiglio comunale e addirittura all’opposizione di Stasi, vale a dire il consigliere Francesco Madeo.

Ignaro di tutto il consigliere comunale di “Azione” Francesco Madeo

Sì, ma come sarebbe arrivato il nome di Stasi sul tavolo nazionale di “Azione”?

È presto detto: attraverso una lettera-appello, che Stasi avrebbe fatto sottoscrivere ad un centinaio scarso di suoi accoliti «cittadini della terza città della Calabria». Finita la brevissima alleanza Pd-Azione, in questi giorni che il partito di Calenda ha varato il cosiddetto terzo polo centrista alleandosi con “Italia Viva” di Matteo Renzi, la missiva degli accoliti di Stasi sarebbe stata presa finalmente in esame. Nientepocodimenochè per il listino proporzionale di “Azione” in Calabria, magari proprio come negl’inespressi desiderata di Stasi, che figuriamoci se abbia il coraggio di sfidare nell’uninominale secco ed all’ultimo voto un candidato del potentissimo Centrodestra nel collegio di Corigliano-Rossano-Crotone…

Calenda e Matteo Renzi

Com’è finita la storia? All’insaputa anch’essi del consigliere comunale di “Azione” Madeo, in ambienti centristi quaggiù da sempre influenti, gli ambasciatori romani di Calenda avrebbero ovviamente “preso informazioni” sul conto di Stasi. E l’avrebbero immediatamente bocciato! direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.