L’inutile segretario cittadino del partito Franco Madeo e i retroscena sui bocciati aspiranti alla candidatura per il Centrosinistra della “terza città delle Calabrie”

La notizia ad AltrePagine era arrivata con estrema certezza nella tarda serata della vigilia di Ferragosto.

Che, per la politica del Centrosinistra italiano era soprattutto la vigilia della riunione della Direzione nazionale del Partito democratico, finalizzata al varo definitivo delle candidature alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica in vista dell’imminente appuntamento elettorale del 25 settembre.

Gianni Papasso (foto in alto), storico esponente del Partito socialista italiano della Piana di Sibari nonché sindaco di Cassano Jonio al terzo mandato, è il candidato del Centrosinistra alla Camera dei Deputati nel Collegio Corigliano-Rossano, comprendente anche l’intera provincia di Crotone.

Per AltrePagine nessuna sorpresa: già, perché come sarebbe andata a finire la giostra – tutta rossanese – delle candidature virtuali al Parlamento, siamo stati gli unici tra gli organi d’informazione locali ad averlo già ampiamente previsto lo scorso 4 agosto (leggi QUI). Mentre altri continuavano a praticare l’auto-erotismo della “terza città delle Calabrie” con tutte le sue menate dì contorno.

Sì, perché se in generale le dirigenze politiche cittadine hanno la stessa importanza di questa “importantissima città”, un’“importanza” assai particolare ce l’ha la dirigenza del Pd: pari a (sotto)zero.

Il non ruolo del segretario coriglianrossanese del Pd

Il segretario politico del Pd, il rossanese Franco Madeo, in queste ore sta già accampando la “giustificazione” d’essere stato eletto segretario del partito appena due mesi e mezzo fa, che il Governo Draghi sia caduto “a sorpresa” (per nulla!) meno d’un mese fa, col contestuale scioglimento delle Camere e la fissazione della data delle nuove elezioni.

Franco Madeo

Scuse banali quelle di Madeo, perché chi segue le cose della politica di Corigliano-Rossano in queste ultime settimane ha visto e sentito per poter concludere che Madeo dovrebbe rassegnare le proprie dimissioni all’assemblea dei circa 300 iscritti al Pd cittadino. Per non essere riuscito a convincere le dirigenze superiori del partito (provinciale, regionale e nazionale) circa la supposta importanza della “terza città delle Calabrie” che avrebbe dovuto rivendicare l’eventuale possibilità d’avere una propria rappresentanza parlamentare.

Madeo, in realtà, non ci ha nemmeno provato. Abdicando al proprio ruolo e alla propria funzione, da perfetto uomo inutile ha lasciato che ci provassero taluni diretti interessati, ovviamente non per le vie ufficiali, ma per le “vie traverse” note alla politica in generale e in modo del tutto particolare proprio al Pd.

Gli aspiranti deputati bocciati: Flavio Stasi, Aldo Zagarese e Rosellina Madeo

Il consigliere comunale rossanese del Pd, nonché consigliere provinciale di Cosenza, Aldo Zagarese, il proprio nome l’avrebbe fatto arrivare fino a Roma sul tavolo del segretario nazionale Enrico Letta.

Come? La spinta è partita da qui, attraverso il segretario provinciale Vittorio Pecoraro, da parte d’un vecchio ras rossanese con ottimi addentellati nell’inossidabile coppia Nicola Adamo-Enza Bruno Bossio. Quest’ultima, deputata uscente, è stata ricandidata alla Camera nel listino plurinominale e proporzionale, ma dietro a un altro deputato uscente che non è del Pd e che nella lista del Pd è ospite d’onore.

È Nico Stumpo di “Articolo Uno”, il partito di Pierluigi Bersani, e secondo le previsioni dovrebbe risultare l’unico eletto di quel listino. Un benservito, quindi, alla Bruno Bossio e al suo consorte Adamo, e, per una naturale conseguenza, a Zagarese e al suo compare, ma i compari “del caso” sarebbero più d’uno…

Aldo Zagarese

Andiamo avanti. L’altro nome giunto sul tavolo di Letta è quello della consigliera comunale rossanese Rosellina Madeo, in Consiglio “civica”, ma a dicembre tornata ad iscriversi al Pd “perché non si sa mai che ci possa scappare una candidatura o qualcos’altro…”.

La Madeo a Roma ha suo fratello, Luigi, da anni attivo faccendiere di cosette politiche tra varie segreterie del Pd e molto amico dell’ex ministro Giuseppe Fioroni.

Luigi a piazzare il nome dell’ambiziosa sorella c’è riuscito, poi gli uomini di Fioroni hanno chiesto a qualche loro fidato locale le “referenze politiche” dell’interessata. E tali referenze “a corredo” non sono arrivate…

Rosellina Madeo

Discorso a parte vale per il sedicente «uomo di sinistra» Flavio Stasi, il sindaco stesso di Corigliano-Rossano che da non iscritto al Pd ci ha provato per primo e fino all’ultimo a farsi candidare, questuando qua e là nello stesso Pd e da ultimo pure nel partito di “Azione” di Carlo Calenda dapprima alleato del Pd e subito dopo fautore del terzo polo centrista con “Italia Viva” di Matteo Renzi (ne abbiamo parlato QUI).

Flavio Stasi

Sarebbe stato il segretario regionale calabrese del Pd Nicola Irto, candidato capolista nel plurinominale proporzionale per il Senato che secondo le previsioni dovrebbe vedere eletto solo e soltanto lui, a trovare la soluzione più congeniale per il Collegio camerale di Corigliano-Rossano, proprio con la “carta Papasso”.

Attraverso il sindaco di Cassano Jonio, infatti, Irto ha risolto pure la questione della “quota” da riservare ai socialisti nella coalizione di Centrosinistra. A Papasso adesso manca soltanto l’ufficialità della presentazione formale della candidatura: tale passaggio è previsto entro la giornata di domenica prossima 21 agosto e – teoricamente – fino ad allora può succedere di tutto.

Come manca un’altra ufficialità: chi sarà il suo avversario del Centrodestra? Stando alle indiscrezioni, anche su questo campo Corigliano-Rossano starebbe per essere snobbata alla grande.

Gianni Papasso nel momento della vittoria elettorale che l’ha riconfermato sindaco di Cassano Jonio

Il collegio della “terza città delle Calabrie” che abbraccia pure Crotone e il Crotonese dovrebbe essere assegnato alla Lega di Salvini, e da giorni si fanno infatti solo e soltanto due nomi: quello del deputato uscente Domenico Furgiuele, di Lamezia Terme, e quello della consigliera regionale Simona Loizzo, di Cosenza.

Certo il Centrodestra è dato per favoritissimo nei collegi uninominali di Camera e Senato italiani, a maggior ragione in quelli calabresi dal momento che la Regione è guidata proprio dal Centrodestra del presidente Roberto Occhiuto.

Purtuttavia, una congiunzione astrale favorevole al Centrosinistra e a Papasso non può del tutto escludersi, ma Papasso sa già bene che dalla sgangherata dirigenza del Pd di Corigliano-Rossano, in particolare da quella rossanese, non può aspettarsi il benché minimo sforzo in suo favore nella pur breve ed estiva campagna elettorale alle porte… direttore@altrepagine.it        

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.