Il primo amore non si scorda mai. Correva l’anno del Signore 2016 e in primavera, in quel dell’ex Comune di Rossano, era tempo d’elezioni.

Tra i vari candidati alla carica di sindaco, v’era l’odierno aspirante senatore della Repubblica Ernesto Rapani, del partito di Fratelli d’Italia (leggi QUI).

Oltre alla lista del partito, Rapani ne presentò altre tre in suo sostegno, civiche e civette di Fratelli d’Italia. In quella denominata “Terra nostra”, l’ultima candidata in ordine alfabetico si chiamava Zangaro, Liliana Zangaro (nella foto d’apertura, a sinistra), attuale consigliera comunale di maggioranza nel nuovo Comune di Corigliano-Rossano, eletta col sindaco Flavio Stasi nel 2019 sempre con una lista civica, denominata “Corigliano-Rossano pulita”.

Il fatto simpatico è che in quelle elezioni rossanesi del 2016 pure Stasi era candidato a sindaco, escluso al ballottaggio per pochissimi voti proprio da Rapani che fu poi trombato.

La Zangaro, che oggi frequenta assiduamente qualche esaltato e solitario sindacalista autonomo imboscatosi in Comune e quindi si professa «comunista», lo scorso mese di settembre aveva fatto un appassionatissimo endorsement al comunista ex sindaco di Riace Domenico “Mimmo” Lucano, il quale era candidato al Consiglio regionale della Calabria col candidato alla presidenza della Regione Luigi de Magistris.

La candidatura di cinque anni prima con Rapani?

Un “peccato di gioventù” sin da quando s’era ri-candidata al Comune con Stasi che l’aveva fatta eleggere, altro che il trombone trombato di Rapani!

Il pluri-trombato Ernesto Rapani oggi candidato al Senato

In quell’endorsemernt settembrino, il “comunismo secondo Zangaro” denunciava

«il sistema regionale politico-affaristico del centrodestra e del centrosinistra degli amici degli amici che hanno già ampiamente dimostrato di non essere in grado di determinare alcun riscatto per la Calabria»:

un violento attacco al Partito democratico, che aveva candidato alla presidenza della Regione Amalia Bruni (leggi QUI).

Trascorso solo qualche mese, a fine dicembre, il “comunismo” alla Zangaro s’è stemperato assai. In quel tempo, infatti, su richiesta pro domo sua del sindaco Stasi, la pasionaria consigliera ha fatto tesserare suo marito, Gianfranco Lefosse, proprio al Pd (leggi QUI). Sì, proprio quel Piddì che di comunista, come tutti sanno, ha ben poco quanto nulla…

Oggi il suo vecchio amore politico Rapani – trombato e ri-trombato tra elezioni comunali, nazionali e regionali – è candidato al Senato con ottime chance di diventare senatore.

Nel suo gioco dell’oca che farà la Zangaro, tornerà al suo punto di partenza?

In fondo lei è sempre “civica” e “civettare” con un senatore in pectore rossanese potrebbe aprirle nuovi orizzonti dal momento che il suo sindaco Stasi oramai se la passa politicamente maluccio (leggi QUI): chi vivrà vedrà…

Il sindaco Flavio Stasi

La Zangaro non è l’unica consigliera della maggioranza Stasi ad essere stata candidata con Rapani nel 2016.

Già, perché c’è pure Salvatore Tavernise (nella foto d’apertura, a destra), col trombato Rapani candidato di “Italia del Meridione” e tre anni dopo eletto con “Uniti per Stasi sindaco”.

Tavernise, oltre che nel Consiglio comunale di Corigliano-Rossano siede pure nel Consiglio provinciale di Cosenza dove Stasi e la sua maggioranza civica hanno deciso di mandarlo lo scorso mese di marzo.

Tavernise però non ha mai fatto mistero con nessuno d’essere «orgogliosamente di destra», e dunque il suo «vota e fai votare Rapani» che fonti di AltrePagine dicono sia già bell’e cominciato, è più che naturale.

Come concilierà la “cosa” col fatto che il suo sindaco Stasi dallo scorso inverno sia pubblicamente un sedicente «uomo di sinistra»?

Convincerà il rossanese sindaco sinistrorso pro domo sua a votare Rapani, oppure non ci sarà nemmeno bisogno di convincerlo?

In fondo, gli amici d’adolescenza del giovane primo cittadino coriglianrossanese raccontano con dovizia di particolari ad AltrePagine che Stasi al tempo andava in giro con la maglietta recante l’effigie di Benito Mussolini (che da giovane pure il duce era socialista, eh!). direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.