Siamo ecologisti. Molto più simpatizzanti di Greenpeace che del Wwf o di Legambiente. Qualora fossimo stati ambientalisti – come si dice – “per partito preso”, non avremmo preso la tessera del partito dei Verdi.

Un tempo forse sì, ma rigorosamente quella dei “Verdi Arcobaleno” di Mario Capanna ed Edo Ronchi, di matrice Democrazia Proletaria, e non quella del “Sole che ride” perché su questo tema c’è ben poco per non dire nulla, da ridere. E comunque adesso i (pochi) Verdi italiani stanno tutti assieme proprio sotto il simbolo del sole che ride e ancora non s’è capito che cazzo abbia da ridere.

Il 4 luglio del 1995, a Roma, insieme a un gruppo di manifestanti di Greenpeace, incitavamo Gianna Nannini al ritmo d’una sua canzone mentre s’arrampicava con una grossa corda sul balcone dell’Ambasciata di Francia in Piazza Farnese, per protestare contro gli esperimenti nucleari francesi voluti dal presidente Jacques Chirac nell’atollo polinesiano di Mururoa, nell’Oceano Pacifico. Storie giovanili passate.

Da Roma a Corigliano-Rossano, dal 1995 agli anni più recenti, fino ad oggi. Qui, dall’altro ieri mattina, c’è una blasonata azienda del settore dei laterizi sotto sequestro con tutti i terreni circostanti l’opificio industriale. La magistratura Antimafia ne ha fatto arrestare i titolari per un colossale traffico illecito di rifiuti pericolosi, che pare andasse avanti da un po’ d’anni in qua (LEGGI QUI).

Ad avvisare i carabinieri forestali – che poi hanno condotto una complessa ed articolata attività d’indagine – è stato un coraggioso cittadino qualsiasi. Non uno dei soliti tromboni della politica nostrana che si vantano di “denunciare”, ma non denunciano un emerito cazzo. Quel cittadino qualsiasi non s’è rivolto ai Verdi locali – dei quali non sa neppure che esistono – ma ai carabinieri. 

Adesso che la merda è venuta a galla, c’è il sospetto che quella zona, proprio a cavallo tra le due aree urbane di Corigliano-Rossano, sia oggetto d’uno stato d’inquinamento senza precedenti. Adesso che la merda è venuta a galla, come le mosche, ovviamente su Facebook e soltanto lì, ci si sono buttati i Verdi nostrani.

Giuseppe Campana (nella foto d’apertura assieme all’assessora comunale Alessia Alboresi), ed Elisa Romano (nella foto qui in alto). Per le pagliette che fanno quotidianamente su Facebook dovrebbero sedere, entrambi, minimo nel Consiglio regionale della Calabria, per il quale in verità Campana è stato candidato esattamente un anno fa ottenendo un numero di consensi che non gli sarebbe bastato neanche per risultare eletto in Consiglio comunale a Corigliano-Rossano, dove ovviamente non siede né lui né la Romano che è stata candidata alla Camera dei Deputati esattamente un mese fa.

D’altronde loro, sì, sono del partito di Angelo Bonelli, ma non sono mica Angelo Bonelli. A questo punto i nostri lettori si staranno interrogando: «Chi cazzo è Angelo Bonelli?». E noi, che siamo qui per questo, ve la diamo subito la risposta: è il portavoce nazionale dei Verdi, ha 60 anni, e ha campato e continua a campare soltanto di politica tra la Regione Lazio e il Parlamento Italiano. Assieme ad un altro mestierante sedicente di sinistra, tale Nicola Fratoianni, quest’estate è andato al Partito democratico di Enrico Letta a contrattarsi il proprio posto a Montecitorio… ma col cazzo candidandosi nel collegio di Corigliano-Rossano! Il Pd gli ha dovuto infatti garantire il posto sicuro, assegnandogli la candidatura nel suo collegio blindato di Imola, in Emilia Romagna. Il portavoce nazionale dei Verdi mica è fesso, come Campana e la Romano!

Ai quali da un anno in qua s’è unita l’assessora comunale Alessia Alboresi, della quale sono ignote persino le chiacchiere ecologiste su Facebook, lei, sedicente esponente ambientalista nella giunta dell’ambientalista sindaco Flavio Stasi (nella foto qui in basso assieme a Campana).

Stasi l’ambientalista, che come (quasi) tutti i sindaci non ambientalisti del passato di Corigliano e di Rossano continua a beccarsi le denunce dalla Procura per reati ambientali (LEGGI QUI) nel silenzio dei suoi sempre umili servi Campana, Romano, Alboresi e compagnia cantante.

Complimentoni! Troppo facile fare i Verdi ripulendo qualche pezzo di spiaggia dalle cicche di sigarette per farsi i selfie su Facebook. Roba da ragazzetti, non vi pare?! direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.