Emergono altri particolari sia sulla dinamica che sul movente del drammatico fatto di domenica sera, consumatosi nel centro storico coriglianese ai piedi del Castello ducale

Al cospetto del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, Biagio Politano, e del sostituto procuratore Veronica Rizzaro, si sono avvalsi entrambi della facoltà di non rispondere all’interrogatorio di garanzia.

Il 47enne coriglianese Natalino Pirro e la sua convivente 51enne di nazionalità bulgara, Larisa Parvanova – entrambi accompagnati, assistiti e difesi dagli avvocati Fabio Salcina e Francesca Casciaro del locale foro – hanno fatto scena muta.

Al termine dell’udienza di convalida dei loro fermi, effettuati dai carabinieri nella notte tra domenica e lunedì scorsi, il gip, su richiesta del magistrato inquirente, ha ritenuto d’applicare nei loro confronti la custodia cautelare in carcere.

Resta dunque detenuta nel penitenziario di Castrovillari, dove si trova da quella notte, la coppia accusata di porto abusivo d’arma da fuoco clandestina nonché del duplice tentato omicidio del 50enne Paolo Algieri e del 58enne Francesco Coppola, entrambi coriglianesi, attinti dalle fucilate esplose all’impazzata dall’uomo domenica sera, all’interno e all’esterno del circolo ricreativo “La torre” nel centro storico coriglianese di Corigliano-Rossano, proprio ai piedi del Castello ducale, dove si trovavano anche diversi altri avventori (LEGGI QUI).

Pirro spalleggiato in tutte le fasi dell’azione dalla compagna bulgara

Pirro – personaggio affatto “inedito” quanto a fatti di cronaca eclatanti (LEGGI QUI) – secondo la ricostruzione degli eventi effettuata dagli uomini dell’Arma del colonnello Raffaele Giovinazzo, sarebbe stato spalleggiato dalla convivente bulgara in ogni fase della drammatica azione che per fortuna non ha provocato morti, ma che ha lasciato feriti sul “campo di battaglia” le due vittime.

L’uomo, dopo avere fatto irruzione nel locale imbracciando il fucile calibro 12 caricato a pallini, l’avrebbe puntato proprio contro Coppola ed Algieri, ma sarebbe stato frenato nell’azione omicida dal titolare del circolo, Pasquale Coppola, che gli avrebbe lanciato contro una sedia dandosela a gambe fuori dal locale. La circostanza non ha però impedito a Pirro di sparare, anche se ha dovuto premere il grilletto indietreggiando verso l’esterno. Ed ha esploso dieci cartucce – ricaricando più volte l’arma con la cartucciera che aveva a tracolla – ferendo sia Coppola sia Algieri.

Poi s’è allontanato a passo svelto raggiungendo la convivente e ritenuta complice, che l’attendeva a bordo della loro Lancia Y blu. S’è liberato del fucile, abbandonandolo in un terreno, e ha quindi raggiunto assieme alla compagna una pizzeria nell’area urbana rossanese, dove la coppia ha cenato per poi fare ritorno a casa dov’è stata poco dopo arrestata.

I carabinieri, giunti immediatamente sul luogo della sparatoria, l’avevano identificato subito grazie alle testimonianze rese dalle vittime e dalle persone presenti al fatto di sangue. Mentre le sequenze registrate dalle telecamere di video-sorveglianza presenti nella zona rivelavano ai detective che la Parvanova avrebbe fatto da “specchietto” a Pirro, accertandosi, prima dell’azione di fuoco, che le vittime designate si trovassero all’interno del locale.

La donna è infatti ritratta nelle immagini acquisite dai carabinieri, proprio mentre sbircia all’interno del locale, farfugliando delle frasi contro il titolare del circolo, Pasquale Coppola, contro la moglie di questi e contro il cugino Francesco Coppola, uno dei due feriti, come per indicare chi doveva “pagarla”, prima dell’irruzione armata del compagno. La circostanza sarebbe stata rivelata da più d’un testimone oculare.

Gelosia morbosa, vecchie e nuove ruggini coi Coppola, per le quali Algieri forse non c’entra nulla

Proprio la 51enne bulgara sarebbe la causa di quanto avvenuto: Pirro, infatti, provando una morbosa gelosia verso la compagna, avrebbe deciso di “punire” in modo esemplare quanti osavano soltanto guardarla o rivolgerle la parola.

Il tarlo ossessivo della gelosia, dunque, unito ad altre vecchie ruggini mai sopite: con Coppola già in passato Pirro avrebbe avuto dei dissidi, e di recente pure col cugino titolare del circolo Pasquale, tanto che quest’ultimo pare abbia addirittura sporto più d’una denuncia nei confronti dell’attentatore. Forse la convinzione che i due cugini rivolgessero degli sguardi di troppo alla sua donna o che addirittura uno dei due potesse avere intrecciato una relazione con lei.

E in tutta questa intricata e non chiara faccenda, il secondo ferito, Algieri, forse c’entra poco quanto nulla… direttore@altrepagine.it 

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.