I giudici del Tribunale del riesame di Catanzaro, all’esito dell’udienza che s’è tenuta lo scorso 2 novembre, ha annullato il provvedimento di sequestro di 8 beni immobili, di un’intera società e di tutti i conti correnti bancari di Daniele Chiaradia, 44enne residente a Cosenza ma originario di Corigliano-Rossano, arrestato lo scorso 1° settembre nell’ambito della maxi-operazione anti-’ndrangheta “Reset” fatta scattare dalla Procura distrettuale Antimafia catanzarese, tra Cosenza e Rende.

Chiaradia è difeso dagli avvocati Pasquale Di Iacovo del foro di Castrovillari e Maurizio Malomo del foro di Cosenza.

Il giorno della retata, all’indagato, l’ordinanza applicativa della misura cautelare era stata notificata dai carabinieri nella sua abitazione estiva dei Laghi di Sibari.

Il Tribunale di Catanzaro

Le accuse mosse nei suoi confronti vanno dall’associazione finalizzata all’esercizio illegale di giochi e scommesse, al concorso esterno in associazione ‘ndranghetistica, passando per il riciclaggio e l’intestazione fittizia di beni.

Il settore in cui operava Chiaradia era infatti quello dell’attività di slot machines e delle agenzie di scommesse, che, secondo l’ipotesi dell’accusa, l’indagato avrebbe esercitato come prestanome di diverse società che avrebbero operato utilizzando slot machines abilmente modificate per evitare il pagamento di maggiori imposte all’erario, nel territorio di Cosenza e provincia, grazie alla protezione della criminalità organizzata. redazione@altrepagine.it