Tra stamattina e oggi pomeriggio in Tribunale a Castrovillari erano in calendario le due distinte udienze dibattimentali. Rinviate per il legittimo impedimento del parlamentare imputato, che era impegnato a Roma nei lavori d’aula di Palazzo Madama

I processi del senatore Rapani sono come i Rotoloni Regina… non finiscono mai!

Appena ieri, infatti, AltrePagine aveva dato notizia dell’imputazione coatta, per il reato di bancarotta semplice documentale, a carico del neo eletto parlamentare rossanese di Fratelli d’Italia. Un provvedimento preso lo scorso 21 febbraio dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, avverso il quale gli avvocati di Rapani avevano proposto un ricorso in Corte di Cassazione, che però i supremi giudici romani, con sentenza dello scorso 27 settembre, hanno dichiarato «inammissibile».

Rapani presto dovrà dunque andare a processo per avere omesso – da amministratore prima, e, successivamente, da liquidatore – di tenere le scritture contabili della propria impresa “Edil Fratema Srl” (fondata in società con due suoi stretti familiari), dichiarata fallita dallo stesso Tribunale di Castrovillari su istanza dei suoi creditori il 2 ottobre del 2019 (LEGGI QUI NEL DETTAGLIO).

Tra stamattina e oggi pomeriggio – a raffica – in Tribunale a Castrovillari erano in calendario ben altri due processi a carico dello stesso Rapani. 

La strana storia di quell’assegno… «rubato»

Nel primo processo, il senatore – difeso dall’avvocato Vittorio Ruscio del locale foro – è imputato per il reato di calunnia. La vicenda finita nelle aule di giustizia è riferita alla storia d’un assegno bancario, di cui, qualche tempo addietro, l’attuale parlamentare del partito di maggioranza che governa il Paese, avrebbe denunciato il furto unitamente al resto del blocchetto. Accusando poi una persona che quell’assegno invece l’avrebbe ricevuto proprio dalle mani di Rapani, che l’avrebbe ovviamente firmato.

Le indagini svolte dalla polizia giudiziaria e dai magistrati inquirenti della Procura castrovillarese hanno poi portato alla sbarra Rapani per il grave reato di calunnia. All’udienza di stamane, al cospetto del giudice monocratico Orvieto Matonti, dovevano essere ascoltati in contraddittorio dibattimentale alcuni testimoni.

Il Tribunale di Castrovillari

Il legittimo impedimento istituzionale di Rapani, impegnato nel lavoro d’aula di Palazzo Madama e quindi impossibilitato a presenziare al processo, ha causato il rinvio dell’udienza al prossimo 1° febbraio.

Presunto abuso penale in una lottizzazione edilizia

Nel secondo processo della giornata a carico del senatore, la cui udienza era fissata per oggi pomeriggio dinanzi allo stesso giudice Matonti, Rapani è imputato per un abuso edilizio. La vicenda processuale si riferisce a una lottizzazione edilizia nell’area urbana rossanese del Comune di Corigliano-Rossano, nell’ambito della quale, secondo i magistrati della Procura, l’architetto, ex imprenditore e da poco più d’un mese rappresentante della Nazione, avrebbe consumato un abuso penale.

Per lo stesso motivo del primo processo, addotto e formalizzato dalla difesa di Rapani – in questo caso rappresentata dall’avvocato Francesca Console del locale foro – anche l’udienza di oggi pomeriggio è stata rinviata, al prossimo 14 dicembre. direttore@altrepagine.it  

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.