Il giudice non ha creduto alla gravissima accusa di violenza sessuale sferrata durante la nottata dell’Immacolata da una ragazza di 16 anni di nazionalità rumena, nei confronti dell’ex compagno della madre, anch’egli rumeno e 35enne.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, Lelio Festa, negli atti dell’indagine condotta dai carabinieri della Compagnia di Cassano Jonio e nella denuncia della minorenne, non ha infatti riscontrato i gravi indizi di colpevolezza a carico dell’adulto, per poterlo tenere in carcere come avrebbe invece voluto il magistrato della Procura titolare del fascicolo.

E il 35enne, al termine dell’utenza di convalida dell’arresto tenutasi stamane, è stato scarcerato.

Il presunto stupro (LEGGI QUI) era avvenuto in un anfratto lungo la Strada provinciale 253 che collega Sibari a Villapiana, il vecchio tracciato della Statale 106, durante il tragitto di ritorno dei due protagonisti dopo una serata trascorsa insieme in una discoteca di Corigliano-Rossano.

Il gip Festa ha convalidato l’arresto, ma ha dunque rigettato la richiesta avanzata dalla Procura d’applicare la misura cautelare in carcere al 35enne.

Il primo giudice non sarebbe rimasto convinto della ricostruzione del fatto fornita dalla presunta vittima ai carabinieri.

Dubbi sarebbero emersi pure nel corso della visita medica effettuata sulla 16enne appena dopo il supposto rapporto sessuale non voluto, nell’ospedale dell’Annunziata di Cosenza.

L’indagato è difeso dall’avvocato Liborio Bellusci del foro di Castrovillari. redazione@altrepagine.it