Qualche piccolo Solone rossanese – o coriglianrossanese ieri mattina, proprio in contemporanea col secondo appuntamento pubblico per la raccolta delle firme dei cittadini di Corigliano-Rossano

a sostegno della Proposta di Legge regionale d’iniziativa popolare finalizzata all’abrogazione di fatto della Legge regionale numero 2 del febbraio 2018 istitutiva del Comune di Corigliano-Rossano per fusione tra i due ex distinti comuni, ha pubblicamente messo in dubbio l’autenticità tanto della raccolta-firme quanto della proposta di legge proiettata alla scissione. 

Quando il nervosismo politico scade nell’epiteto plurale

Umanamente comprendiamo il nervosismo politico di taluni ben noti ambienti rossanesi e dei loro portavoce, ma certo non ci saremmo aspettati – almeno noi – che un iscritto all’Ordine dei Giornalisti come noialtri potesse arrivare ad affibbiare implicitamente l’epiteto plurale di “truffatori” politici ad altri professionisti tra i quali esperti e navigati avvocati, architetti, ingegneri, segretari comunali in pensione, e, da ultimo, finanche a qualche altro giornalista.

L’avvocato Giacinto D’Urso è uno degli autenticatori di firma più attivi della campagna

Qualora il piccolo Solone non avesse snobbato il primo pubblico appuntamento di sabato 3 dicembre scorso nella sala convegni coriglianese del Beato Felton (LEGGI QUI), avrebbe potuto udire con le proprie orecchie la completa lettura d’una proposta di legge che consta di ben 17 articoli e di 3 allegati – già depositata nei competenti uffici del Consiglio regionale della Calabria – ben scanditi dalla viva voce del dottor Michele Viceconte.

E avrebbe potuto vedere e fotografare i moduli per la raccolta delle firme autenticate dagli avvocati che hanno sposato la causa, taluni dei quali storicamente distanti da partiti e movimenti politici cittadini. Moduli tutti timbrati e firmati in quegli stessi uffici regionali:

altro che «firme in bianco su fogli di carta bianchi»

Il dottor Viceconte mentre scandisce il complesso articolato normativo oggetto della raccolta firme

Vogliamo pensare che il nostro collega sia stato magari suggestionato da una “materia” – quella delle firme “in bianco” – magari praticata da imprenditori e politicanti magari lui piuttosto “prossimi”. E che, in questo caso, si sia magari lasciato prendere la mano sulla tastiera, nero sul bianco.  

Altro che «legittimo dubbio»

Altro che «le firme potrebbero non servire a nulla se non per altri scopi»: quali? 

Altro che «dubbio sulla legittimità morale di questa raccolta firme»

Pure!!!  

I “dubbi” strumentali d’un giornalista (coriglian)rossanese

Che «tra i promotori di questa iniziativa ci siano solo anime in opposizione all’attuale amministrazione di Corigliano-Rossano» è poi un’opera d’arte di scontata, scontatissima ovvietà:

essa è, infatti, l’amministrazione di Corigliano-Rossano, quindi “fusionista” per sua stessa definizione…

«Fine elettoralistico in vista delle prossime comunali»?!

E chi mai potrebbe impedire a chicchessìa di partecipare alle elezioni?! 

L’apoteosi di quest’arte tutta rossanese arriva quando si cita il Solone di tutti i Soloni, ladies and gentlemen Tonino Caracciolo, l’ex sindaco di Rossano mentore dell’attuale sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi: 

«Si capisce che la bandiera del ritorno all’autonomia che oggi sventolano quattro nostalgici è finalizzata alle elezioni:

il referendum non si può fare perché non è previsto dalle norme e la gente deve solo capire che è una presa in giro di quattro buontemponi»

Caracciolo e Stasi

I numeri attuali della campagna-firme

“Truffatori” e “buontemponi” politici, quindi.  

Solo e soltanto sulla loro chiosa finale siamo perfettamente d’accordo, e cioè sul «rischio che tutto si trasformi in caciara»:

laddove i caciaroni non sono certo nel “Comitato per il ritorno all’autonomia di Corigliano e di Rossano”…

Per la nuda cronaca: con le firme raccolte tra ieri mattina e ieri sera in Piazza Giovanni Paolo II più nota come “Piazza Salotto” allo Scalo coriglianese, si è già circa a quota 700 sul minimo di legge di 5 mila da raccogliere nell’arco temporale massimo di 6 mesi.

Ultima novità: il comitato promotore sta per dotarsi d’una prima sede fisica, proprio allo Scalo coriglianese in Via Campania. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.