È stato arrestato questo pomeriggio dai carabinieri dopo la sua condanna definitiva a 3 anni e quattro mesi di reclusione per violenza sessuale. Si tratta di Roberto Conocchia, 52 anni (foto), noto barista dello Scalo coriglianese di Corigliano-Rossano, titolare del “Caffè Concert”, uno dei bar più centrali di Via Nazionale.

La pronuncia di terzo e ultimo grado di giudizio nei suoi confronti da parte dei giudici della suprema Corte di Cassazione, è di venerdì 16 dicembre scorso. Gli “ermellini” del “palazzaccio” romano di Piazza Cavour hanno in pratica confermato la sentenza di condanna e la pena inflitta a Conocchia dalla Corte d’Appello di Catanzaro. Il cui ufficio esecuzione pene, nella giornata odierna, ha emesso l’ordine di carcerazione nei confronti dell’uomo.

I fatti di causa

Il fatto che ha portato alla condanna di Conocchia risale a 6 anni fa, quando l’uomo aveva 46 anni.

Nel 2016, infatti, secondo le risultanze processuali, un giorno Conocchia, mentre si trovava nel centro storico rossanese per rendere una testimonianza nell’ambito d’un processo nell’ufficio giudiziario del locale Giudice di pace, in un vicino bar conobbe una ragazza di 28 anni del luogo, con qualche problema psicofisico, ma non immediatamente apparente.

Scattò un’immediata simpatia, e il barista coriglianese, saliti entrambi nella sua auto per fare un giro, si lasciò andare ad un insistente approccio fisico, rendendosi poco dopo conto del fatto che in effetti la ragazza era “problematica”.

A seguito del racconto della donna ai suoi familiari, nei giorni successivi la vittima presentò la denuncia alle forze dell’ordine. E sull’episodio scattarono le indagini di polizia giudiziaria, ma non l’arresto. Fino al processo di primo grado davanti ai giudici del Tribunale di Castrovillari che condannarono il 52enne, sentenza confermata successivamente in appello e da ultimo in Cassazione.

Conocchia, che nei tre gradi di giudizio è stato difeso dall’avvocato Pino De Luca del foro di Castrovillari, dopo le formalità di rito in caserma, è stato trasferito in carcere a Castrovillari. redazione@altrepagine.it