A seguito del blitz dei carabinieri in casa sua, era stata arrestata la 38enne di Corigliano Giorgetta Aiello, convivente del 40enne incensurato della nota famiglia sibarita

Sapeva d’essere ricercato dai carabinieri già da qualche giorno. Nel frattempo il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, su richiesta della Procura, aveva spiccato nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Lui però era irreperibile dal pomeriggio in cui i militari dell’Arma della Compagnia di Cassano Jonio, diretta dal capitano Michele Ornelli, avevano fatto un’irruzione “mirata” in casa sua e nelle pertinenze della stessa abitazione di contrada Corsi a Sibari, fatte oggetto d’una capillare perquisizione.

Da un magazzino-deposito era poi saltato fuori quel piccolo arsenale d’armi:

ben 5 pistole di vario calibro con le matricole abrase, quasi 300 munizioni per pistola, 8 caricatori, giubbetti antiproiettile e svariati pezzi di ricambio per armi, tra cui ben 6 molle di caricamento.

A finire in manette, e in carcere, era toccato alla sua convivente, Giorgetta Aiello, 38 anni, incensurata ed originaria di Corigliano. Era lei che aveva le chiavi del magazzino in cui erano state occultate armi e munizioni clandestine.

Si è consegnato direttamente in carcere a Castrovillari

Ieri ha deciso di costituirsi direttamente in carcere a Castrovillari, Cosimo Pesce, 40 anni, incensurato ma appartenente a una famiglia nota alle cronache giudiziarie perché da anni la Procura distrettuale Antimafia di Catanzaro la ritiene vicina al locale di ’ndrangheta di Cassano Jonio e della Sibaritide con alcuni suoi esponenti.

Pesce e la compagna saranno presto interrogati dai magistrati della Procura di Castrovillari (la coppia è difesa dagli avvocati Enzo Belvedere del foro di Cosenza e Riccardo Rosa del foro di Castrovillari), ma l’inchiesta potrebbe presto passare di mano all’Antimafia catanzarese guidata dal procuratore Nicola Gratteri.

Già, perché quelle armi sono considerate uno dei (forse tanti) piccoli arsenali “di servizio” proprio della ’ndrangheta sibarita.

Nel marzo del 2021 – meno di due anni fa – proprio nei pressi dell’abitazione della coppia, ma in un canalone irriguo esterno, i carabinieri trovarono un altro piccolo ma significativo arsenale:

una pistola mitragliatrice Uzi con due serbatoi, una pistola Glock con tre caricatori, diverse decine di munizioni delle due armi, una pistola calibro 9, un revolver calibro 38, dei serbatoi di Kalashnikov con relativo munizionamento e un altro migliaio di munizioni di vario genere. direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.