Sindaco Stasi, macchè ufficio di collocamento:

un bel bordello comunale a prezzi politici e il tribunale di Rossano tornerà più gagliardo di prima

Abbiamo seguito con passione la polemica a distanza tra quella pletora di portaborse del neo senatore Ernesto Rapani (foto), ovverosia gli esponenti del partito di Fratelli d’Italia di Corigliano-Rossano, e il sindaco della città, Flavio Stasi.

Oggetto del polemico contendere, l’immobile comunale ubicato al centro di Piazza Santo Stefano, in quel del centro storico rossanese:

il fu tribunale di Rossano, per capirci.

I galoppini di Rapani, sull’Albo pretorio del Comune hanno scoperto una determina attraverso la quale l’amministrazione Stasi ha affidato un incarico tecnico finalizzato a uno studio di fattibilità in prospettiva d’una eventuale allocazione, proprio in quell’immobile, del Centro per l’impiego Jonio Sud, l’ufficio di collocamento di Rossano e del Basso Jonio, insomma.

Ciò, mentre il senatore rossanese di governo e “di lotta” ha cominciato la sua consueta e adesso senatoriale attività di pagliette “politiche”.        

«L’allocazione del Centro per l’impiego nello stabile dell’ex tribunale»afferma la masnada coriglianrossanese di Fratelli d’Italia «preclude la possibilità di riutilizzare la struttura nella sua destinazione originaria, soprattutto alla luce del percorso intrapreso da Ernesto Rapani in commissione Giustizia.

Il senatore di Fratelli d’Italia con il collega Fausto Orsomarso, nei giorni scorsi ha depositato una mozione al ministro della Giustizia con la quale evidenzia tutta una serie di carenze nel servizio giustizia ed invita alla riapertura del Tribunale di Corigliano Rossano che, se dovesse realizzarsi in tempi celeri, dovrebbe essere riallocato momentaneamente in quello stabile per mancanza di altri spazi disponibili in città»

La mistificazione di questi intrattenitori d’avanspettacolo arriva a farli ciarlare di «riapertura del Tribunale di Corigliano Rossano», quando quello fu il tribunale di Rossano e basta.

Continuano:

«Stasi in un solo colpo, per via della sua cecità e (mala)fede nelle capacità altrui, rischia di vanificare il lavoro del senatore Rapani». (???)

E concludono:

«Chiediamo la revoca immediata della determina in attesa dell’esito della mozione parlamentare presentata dai senatori Rapani e Orsomarso».

Uno scienziato della politica, Rapani:

convinto – così com’è – di poter istituire un tribunale con una mozione. Una roba che nemmeno Giucas Casella immaginerebbe, e certo non è un caso che l’altra sera alla festa organizzata in quel di Rossano dal neo senatore, il mattatore della serata è stato un suo collega “politico” di Acri noto come Frosparo!

A distanza di poche ore dalla boutade dei Fratelli d’Italia nostrani, il sindaco Stasi ha replicato:

«Il maggiore partito di centrodestra, erede diretto e con gli stessi esponenti di quel Popolo delle libertà, mentre era al governo nazionale, regionale e cittadino, con rappresentanti illustri tanto in Parlamento quanto in Consiglio regionale, sopprimeva il Tribunale di Rossano:

su certe vicende bisognerebbe avere il pudore politico di tacere».

Il sindaco Stasi nel giorno della consegna al Comune del fu tribunale di Rossano, da parte del presidente del Tribunale di Castrovillari Massimo Lento

Il primo cittadino coriglianrossanese ha quindi spiegato i motivi dell’eventuale allocazione dell’ufficio di collocamento nell’immobile del fu tribunale di Rossano.

Noi abbiamo un’idea alternativa, che da AltrePagine lanciamo come proposta proprio al sindaco Stasi:

perché non allocarvi un bordello gestito dal Comune e a prezzi ovviamente modici… politici? 

In tal modo finalmente si riaprirebbe di fatto, anzi di diritto, proprio quel che fu il tribunale di Rossano, e più gagliardo di prima!

Il senatore Rapani stia tranquillo:

lui continuerà ad essere processato (LEGGI QUI e QUI) nel Tribunale di Castrovillari! direttore@altrepagine.it

Di FABIO BUONOFIGLIO

Classe 1974. Spirito libero, animo inquieto e ribelle. Giornalista. Negli ultimi 20 anni collaboratore e redattore di diverse testate quotidiane e periodiche regionali nel Lazio e nella sua Calabria. Nel 2011 fonda AltrePagine, la propria creatura giornalistica che da allora dirige con grande passione.