L’autopsia sul corpo della 17enne, effettuata oggi pomeriggio, è durata circa tre ore 

La vita di Marta poteva essere salvata dai medici che l’hanno avuta in cura in Pronto soccorso? Forse sì, ma anche no, secondo quanto sarebbe emerso dall’autopsia effettuata oggi pomeriggio da parte del medico legale incaricato quale consulente tecnico d’ufficio della Procura di Castrovillari, la dottoressa Eloisa Maselli di Bari.

La 17enne deceduta dopo essere stata dimessa per ben due volte tra la sera e la nottata tra domenica e lunedì dal Pronto soccorso dell’ospedale “Guido Compagna” di Corigliano-Rossano, era affetta da una grave malattia congenita di tipo genetico, che potrebbe avere inciso in modo preponderante e determinante nella causa del suo decesso, avvenuto poi nella notte nella sua abitazione allo Scalo coriglianese.

L’autopsia non avrebbe evidenziato segni patologici particolari negli organi vitali.

L’aspetto che non è stato chiarito dall’indagine giudiziaria, appena cominciata, è proprio quello relativo alle dimissioni dal Pronto soccorso di Marta Azzaro, per come confermato dai genitori della stessa adolescente nella loro denuncia resa lunedì mattina ai carabinieri.

Il Tribunale di Castrovillari; nella foto d’apertura l’ospedale “Guido Compagna”

Il medico legale della Procura, dopo l’esame autoptico durato circa 3 ore nell’ospedale cittadino “Nicola Giannettasio”, s’è riservato 90 giorni per la redazione e la consegna della propria relazione peritale al magistrato titolare del fascicolo d’inchiesta. Che vede iscritti nel registro degl’indagati, per atto dovuto da parte del magistrato, 3 medici (quello di turno in Pronto soccorso, un anestesista e un pediatra) e un infermiere.

Sembrerebbe che la ragazza, quella notte, sia stata accompagnata in ospedale con forti conati di vomito e diarrea. Era molto disidratata e sarebbe stata idratata con l’intervento dell’anestesista dal momento che gli altri medici non riuscivano a trovare una vena dove far passare le necessarie inalazioni, tanto il corpo era provato dalla sua malattia di base.

All’esame autoptico hanno assistito, in qualità di consulenti medici di parte, i dottori Putortì, Chimenz, Chiaro e Ricci, i primi tre incaricati da parte degl’indagati, l’altro per i familiari dell’adolescente purtroppo deceduta. redazione@altrepagine.it