CORIGLIANO-ROSSANO – Gentile Direttore, in Liguria, giorni addietro, c’è stata una raffica di arresti eccellenti per una presunta “mazzetta” da 75 mila euro pagata, con danaro proprio, da imprenditori al presidente di quella Regione, per essere favoriti negli appalti miliardari di lavori al porto di Genova, senza che ad oggi sia stato dimostrato in cosa sia consistito il vantaggio illecito.

A Corigliano-Rossano si afferma, in modo documentato, che il sindaco Flavio Stasi ha pagato euro 103.250,00 (64.750,00 + 38.500,00) a tale Tonino Caracciolo, che ha venduto al Comune due case catapecchia del valore di qualche centinaio di euro, esborsando altri euro 12.474,00 (7.418,00 + 5.056,00) per spese notarili, quindi 115.724,00 euro, soldi pubblici, di noi cittadini (C’è chi ha denunciato tutto), senza che il sindaco, che mena il can per l’aia, ne abbia dato spiegazione, e senza che la Procura della Repubblica sia ancora intervenuta, pur risalendo i fatti allo scorso 7 febbraio.

Inoltre, vorrei che si ponessero al sindaco anche le seguenti precise domande, visto che quest’ultimo nei suoi affollati comizi fa pura propaganda elettorale, convinto com’è che tutti siano fessi e si bevano le sue falsità:

1) quante altre case, a che prezzo, e in che condizioni le ha comprate?

2) Perché nei comizi non dice, quale presidente della Conferenza dei sindaci sulla Sanità, il motivo per cui non l’ha convocata per esporre i bisogni e le esigenze socio-sanitarie della comunità locale?

3) Perché, da sindaco, non rispetta l’articolo 97 della Costituzione che impone l’assunzione del personale a mezzo concorsi e non con stratagemmi per sistemare parenti, amici e galoppini?

4) Perché non dice alla sua claque, che a comando lo applaude per spettacoli da circo a costi enormi, che il Collegio dei revisori dei conti in data 22 aprile scorso ha bocciato il pagamento esoso e irregolare di ben 330 mila euro esborsati per il veglione di Capodanno senza che la spesa fosse in bilancio? (Il documento)

Tutti questi argomenti non possono essere coperti dalle sue svergognate menzogne e la città deve sapere anche che se chi di dovere non le impedisce perché crede di essere al di sopra anche di chi “Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole”, lo scrivente non è tra quelli che devono “più non dimandare”.

Grazie dell’attenzione e distinti saluti.

Avv. Pino Zumpano

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