Nei giorni scorsi per il 50enne si sarebbero dovute aprire le porte del carcere per scontare la condanna, ma è riuscito ad ottenere l’affidamento in prova al servizio sociale   

CORIGLIANO-ROSSANO – Nel pomeriggio del 5 settembre 2016 aveva aizzato una feroce polemica verbale con una famiglia di suoi vicini di casa, residenti nello stesso palazzo di Via Nazionale, allo Scalo coriglianese, a causa d’una scopa che questi ultimi avevano lasciato sul loro balcone e che, a suo dire, «portava male», vale a dire che portava sfortuna.

Urla da orbi all’indirizzo dei vicini, che non comprendevano il motivo di quella foga causata da un normalissimo oggetto domestico ch’era custodito nella loro casa non arrecando nessun fastidio né a lui né agli altri vicini.

Fin tanto che i toni di Francesco De Cicco detto ‘A patoscia, oggi 50enne, divennero perentori nella sua richiesta di togliere quella scopa dal balcone, e conditi di parole fortemente minacciose tali da consigliare alla famiglia d’invocare l’intervento dei carabinieri.

Così fu, ma all’arrivo dei militari dell’Arma, dopo averli visti entrare nel portone, il protagonista della vicenda entrò in casa, afferrò un massiccio portacenere di marmo, guadagnò nuovamente il balcone e scaraventò il portacenere proprio sull’auto di servizio dei tutori dell’ordine.

Nella circostanza, venne subito fermato, condotto in caserma e denunciato a piede libero alla Procura di Castrovillari. Poco tempo dopo fu processato dal giudice monocratico del Tribunale e condannato a sei mesi di reclusione, senza la concessione del beneficio della pena sospesa per via dei suoi precedenti penali.

A distanza di quasi 8 anni, nei giorni scorsi, essendo oramai da tempo la condanna passata in giudicato, l’ufficio esecuzioni penali del Tribunale castrovillarese aveva emesso nei suoi confronti il relativo ordine di carcerazione. Motivatamente impugnato da parte del suo nuovo difensore, l’avvocato Giuseppe Vena, cui il giudice del Tribunale di sorveglianza di Catanzaro ha accolto la richiesta di concessione d’una misura alternativa alla detenzione, quella dell’affidamento in prova al servizio sociale. De Cicco rimane dunque in libertà. redazione@altrepagine.it

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